Présentation

Dal 1999

il-rimino-copie-1.jpg
Lundi 23 juin 2008

Leopardi Il «solito, stupido discorso sulle stagioni di una volta che non ci sono più», non è «anche» di Leopardi, come ha scritto Sebastiano Vassalli ("Stampa" di oggi 23 giugno).

Nello «Zibaldone» Leopardi deride «il vecchio "laudator temporis actis se puero"» che, «non contento delle cose nuove, vuole che anche le naturali fossero migliori nella sua fanciullezza e gioventù, che di poi» (4242-4243).

E porta appunto a testimonianza una lettera sulla questione meteorologica scritta da Magalotti nel 1683 («cento e quarantaquattr'anni fa!!»).

In essa si trovano già le lamentele sulle stagioni di una volta che non ci sono più, che il poeta di Recanati ascoltava dai contemporanei.

Fonte foto: www.thrivingandhome.com

[Anno III, post n. 194 (571), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
ajouter un commentaire commentaires (0)    recommander
Lundi 23 juin 2008

Proposta

In un'altra pagina ho ripercorso in breve la storia di questo blog.

Oggi vado a ritroso nel tempo per documentare il mio lavoro sul web a partire dal 1999...

[Anno III, post n. 193 (570), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
ajouter un commentaire commentaires (0)    recommander
Dimanche 22 juin 2008

Proposta

Dovremmo cominciare a discutere di cose italiane prescindendo dal "terzo occhio" straniero, proprio in virtù di quello che Barbara Spinelli scrive oggi nel consueto editoriale su "La Stampa".
Ovvero che "può anche essere un connazionale che riesce a guardare da una certa distanza, che è meno fasciato da bende linguistiche patrie".

Ma dovrebbero essere i grandi commentatori come Spinelli a stimolare i loro giornali a dar voce a chi rifiuta le "bende linguistiche patrie" e parla fuori dei denti. Oggi ci sono anche i blog. Ma per che cosa (pigrizia o gelosia professionale) la carta stampata non ospita qualcosa di quanto i blog producono?

L’"Economist" (a proposito dell’opposizione all’amatriciana del Pd, ovvero all’insegna del "volemose bene", che non poteva fingere di recitare "all’inglese"), racconta verità talmente ovvie da apparire folcloristiche.

Sia in campagna elettorale sia oggi, l’informazione nazionale è legata allo "spettacolo", all’intervista ed a ciò che una volta si chiamava il "colore".

Non si racconta il Paese reale, se non dove succede il delitto ‘politico’ o l’arresto ‘eccellente’ che pesano "come macigni" nelle cronache. E tutto il resto è noia. Ovvero non degno d’attenzione e di sottolineatura.

Così, allegramente, il nostro Paese naufraga tra i sorrisini di compassione del solito corrispondente straniero che scriverà: "Noi ve lo avevamo detto…".

Forse tutto ciò dipende da un’altra questione: quanto conviene al mondo dei Grandi Giornali di non essere il "quarto potere".

Le analisi dei commentatori illustri, per forza di cose, restano alla pura teoria filosofica. Mai nessuno di loro parla dei fatti nazionali o locali: accordi sottobanco, imbrogli edilizi, colleganze con grembiulini di nessun valore né politico né scientifico aldilà del loro "particulare", favoritismi, mecenatismo peloso, strizzatine d’occhio, parcelle d’inutili consulenze, concorsi organizzati "ad personam"…

Ma così, in questo silenzio da allegro naufragio, il Paese è andato alla deriva, verso Bossi e Berlusconi, e corre il rischio di finire in malora. Sullo sfondo si ascoltano soltanto le orazioni funebri, altisonanti, solenni ed inutili. Ha concluso Barbara Spinelli che avidità e conformismo vietano oggi in Italia di comprendere il primato della legge.

Non è colpa soltanto dei politici, bensì anche di chi non fa funzionare il quarto potere del "tribunale della pubblica opinione". Che "esiste in ciascheduna nazione; ch’è invisibile, perché non ha alcuno de’ segni che potrebbero manifestarlo, ma che agisce di continuo, e che è più forte di magistrati e delle leggi, de’ ministri e de’ re […]", e che opera con un solo mezzo, la "libertà di stampa" (G. Filangieri, "Scienza della legislazione", 1782-86). A questa "libera stampa" occorre oggi appellarsi.
 

[Anno III, post n. 192 (569), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

par antonio montanari publié dans : Informazione
ajouter un commentaire commentaires (0)    recommander
Vendredi 20 juin 2008

Berlusconi01h Il "rieccolo" della politica d'un tempo era Amintore Fanfani. La storiella si ripete con Berlusconi.

Rieccolo a recitare il suo repertorio, non sappiamo con quanto imbarazzo o faccia tosta dei suoi comprimari.

Attacca i magistrati, li chiama "sovversivi". Ne ha facoltà perché se l'è presa, non con il voto ma con l'arbitrio. Distinguiamo le due cose e non mescoliamo le carte, please.
Adesso attacca anche Veltroni, lo chiama amministratore fallito a Roma.
Caro Walter ben ti sta, ti sei fidato di lui, ed ora ti prende a pesci in faccia.

Di peggio è accaduto a Prodi, l'altro ieri sulla "Stampa" Marcello Sorgi riferiva delle interpretazioni date al "ritiro" del professore dalla politica. Hanno tirato in ballo pure "la psicologia". Qualcuno lo voleva far passare per squilibrato, immaginiamo.
Oggi Prodi scrive a Sorgi: mi sono dimesso da presidente del Pd, non lascio la politica.

Prodi ha vinto due volte, per due volte è stato fregato. In politica succede. Ma professor Prodi, resista, c'è bisogno di lei oggi. L'ulivismo non è una categoria giornalistica o dello Spirito. Era una precisa realtà. Veltroni ha avuto fretta di bruciare le tappe. Ora ha contro D'Alema e Prodi. Ma soprattutto ha contro quel Berlusconi che chissà quali patti avrebbe segretamente stipulato con lui per aver carta bianca e non dover guardare in faccia a viso aperto all'opposizione.

Adesso che è stato costretto a cambiare gioco, torna alla vecchia tattica, che più di una tattica è un tic, un tic pericoloso per noi e non per lui.

Ci sarà da ridere, con tutti quei deputati del Pd che sono andati a Roma confidando di poter fare gli interessi "della destra e della sinistra", parole testuali, evitatemi la citazioni degli autori.

Ma è un fatto noto che in molti speravano in cinque anni di quella che un giornalista ha chiamato la "pax romana", dimenticando che la formula nasconde il passo di Svetonio: "ubi solitudinem faciunt pacem appellant", fanno un deserto e lo chiamano pace. Anche senza le concessioni di Veltroni, ci aspetta questo deserto, ovvero la continua umiliazione e violazione della nostra Carta costituzionale.

[Anno III, post n. 191 (568), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
ajouter un commentaire commentaires (0)    recommander
Vendredi 20 juin 2008

Veltroni03g Nel momento in cui Veltroni annuncia una protesta autunnale del Pd contro il governo e la fine del "dialogo", tutto ricomincia da zero.

Ma con quale faccia Veltroni potrà gestire la fase due, "Torna a casa Lassie"?


[Anno III, post n. 189 (566), © by Antonio Montanari 2008]

gruppobloggerlastampa

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
ajouter un commentaire commentaires (0)    recommander

Calendrier

Juillet 2008
L M M J V S D
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
<< < > >>

Derniers Commentaires

Recherche

Créer un blog sur over-blog.com - Contact - C.G.U. - Rémunération en droits d'auteur avec TF1 Network - Signaler un abus