A Tony Blair il giornalismo sta sullo stomaco. Fa troppe critiche, genera confusione nella mente della gente.
Oh, non parliamogli poi dei blog. Che rientrando tra le nuove forme di comunicazione, sono molto pericolosi. Infatti, ha spiegato Blair, essi lasciano parlare la gente in diretta, senza la mediazione delle redazioni.
Le sue frasi sono state più eleganti, ma il sugo è questo.
Forse non è il solo a pensarla così. Stai a vedere che dopo l'euro ad unificare il continente ci pensa il disprezzo dei politici verso le nuove forme di comunicazione.
Che ne dite?
par antonio montanari
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Caro Romano Prodi.
Impeccabile appare la sua dichiarazione di queste ore, con la «totale fiducia verso gli esponenti politici toccati da questa sgradevole polemica».
Lei sottolinea «ancora una volta il rispetto per l’operato dei giudici» ed auspica «la più rigorosa discrezione nel pubblicizzare aspetti privati dei singoli, distinguendo gli atteggiamenti e i comportamenti dai fatti realmente compiuti».
OK, presidente. Le stesse formule le abbiamo ascoltate nel 1992, quando s'avvicinò il tifone di «mani pulite». Fortunatamente non vedo richiedere una giustizia pronta. Quando sappiamo che è tutto il contrario.
Ma, caro professore, al cittadino che vive fuori dei circoli esclusivi della politica, il suo discorso lascia l'amaro in bocca.
Perché dev'essere «sgradevole» la polemica? Abbiamo notizie di alcuni «fatti». Essi possono essere veri o falsi, come le relative notizie.
Se è tutto vero come pare (senza reati penali, beninteso, per nessun politico coinvolto), è sgradevole tutto ciò per la gente che crede ancora in una politica ben diversa da quella che vede un palazzinaro portato agli onori della ribalta politica, quando poteva curare gli affari suoi e quelli di un qualsiasi partito di riferimento con la stessa discrezione di certe dame "allegre" che non facevano dell'alcova un palcoscenico, ma soltanto una scala per rimediare denari e prestigio partendo da posizioni sociali infime.
La virtù non è il non vendersi, sia per le dame "allegre" sia per i politici, ma ilsalvare la faccia se si è costretti a farlo.
E che faccia salvano i politici di governo di oggi che da sinistra esaltano le quotazioni della Telecom e non considerano il disastro sociale che la gestione della società ha provocato con i licenziamenti?
Vede, caro presidente, il destino è beffardo: sceglie gli uomini migliori come lei per farli agire nelle situazioni peggiori.
Lei è una degnissima persona, ma certo contorno del suo governo è da farsa. Quando il palazzinaro diventa eroe del nostro tempo anche nel tempio della politica, senza che nessuno lo scacci (fisicamente, con pedate nel sedere), ebbene allora siamo su «Scherzi a parte», non a Palazzo Chigi.
Ci hanno riproposto nei giorni scorsi il dilemma fra Italietta ed Italiona. Il Cavaliere accusa il Professore di aver ridotto la seconda alla prima. Probabilmente siamo rimasti sempre in una Italiaccia che si regge sul comico bisogno di regalare sogni di gloria e sul comportamento fra il fanatico ed il ridicolo dei suoi cittadini peggiori che non pensano mai ai doveri ma soltanto ai diritti.
L'articolo di stamane sulla Stampa del prof. Luca Ricolfi termina con queste parole: «Dal voto non emerge affatto una chiara e univoca volontà popolare, ma semmai un Paese sempre più diviso. Metà vuole meno tasse, l’altra metà vuole più spese. Un terzo spera (ancora) in Prodi, un terzo spera (di nuovo) in Berlusconi, un terzo pensa che né l’uno né l’altro ci tireranno fuori dai guai. Personalmente faccio parte dell’ultimo terzo e temo che, finché l’Italia scettica non diventerà maggioranza, nessuno avrà mai la forza per farci uscire dal guado».
Ecco abbiamo bisogno di questa «Italia scettica» e delle sue voci. Per rispondere all'Italiaccia egoista e becera che ruba sul peso, frega nelle tasse, non vuole nessuna cultura tranne quella che faccia guadagnare presto e bene con i quiz televisivi.
Una postilla locale. Un episodio del 1992: il settimanale diocesano «il Ponte» perde il suo fondatore e direttore per sedici anni don Piergiorgio Terenzi, parroco a San Lorenzo in Strada (Riccione). Il 30 agosto 1992 accanto al comunicato del vescovo che ne annuncia le «dimissioni», don Terenzi offre la sua «ultima idea di fondo» intitolandola «Elogio del somaro»: «Facciamo festa insieme, anche se, forse, con motivazioni diverse. È già quasi da un anno che attendevo questa comunicazione».
Nel settembre 1991 Terenzi ha lanciato un sospiro amaro, «Viva le tangenti!!», scrivendo: «Chi governa ha il privilegio della tangente … nel migliore dei casi a favore del partito o del gruppo politico; nel peggiore, con abbondanti creste personali». Don Terenzi ha anticipa l’inchiesta «mani pulite» avviata a Milano il 17 febbraio 1992. Passano altri due anni, ed egli è sollevato pure dalla parrocchia riccionese.
L'amico don Terenzi è stato l'unico a pagare nella mia città per la questione «tangenti».
par antonio montanari
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Luogo, tribunale di Rimini. Udienza per un processo per presunti maltrattamenti in un ospizio.
La cronaca giudiziaria di un quotidiano locale di stamane intitola: «In aula esplode la rabbia del pm: "Vigliacchi"».
Nella cronaca leggiamo che il pm ha espresso la sua indignazione non soltanto contro gli imputati, ma anche contro le cosiddette autorità competenti che avrebbero dovuto vigilare e non lo hanno fatto.
Il pm ha ragione. In quest'Italia del «dì che ti manda Picone» (cambiano i cognomi secondo le geografie politiche), tutti gli «addetti ai lavori» fanno finta di non vedere quello che è invece sotto gli occhi della gente.
E se qualcuno osa dire qualcosa, allora si cerca di mettere a tacere la voce di chi accusa, e non si indaga sugli 'accusati'.
Occorre essere orgogliosi che ci sia ancora qualcuno in Italia capace di indignarsi. Come quel pm di Rimini (Paolo Gengarelli) con il suo grido: «Vergogna, vergogna, vergogna, vigliacchi». Tra i quali ha inserito anche i congiunti delle vittime dei presunti maltrattamenti.
par antonio montanari
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Gustavo Selva ha finto di star male ed ha chiesto un'ambulanza per poter arrivare in orario negli studi televisivi, dai quali poi illustrare agli spettatori le sue ben note tesi: che siamo un Paese in decadenza per colpa della Sinistra e di Prodi in particolare.
Prodi, ai suoi occhi, appare ben più pericoloso di qualsiasi marxista-leninista conservato in naftalina ed esposto nelle occasione solenni, come l'altro ieri a Roma per la visita di Bush, allo stesso modo delle reliquie nelle feste del Santo Patrono. Proprio mentre Selva fuggiva dalla folla, costretto dall'appuntamento televisivo.
Selva non ha fatto nulla di male. Tutti i politici si sentono superiori alla gente normale, e per dimostrarlo debbono pur far qualcosa di eccezionale veramente.
Non è da tutti usare un'ambulanza come un taxi per andare in tivù. Ma è soltanto ed esclusivamente dei politici cercare un alibi come ha fatto il parlamentare in questione: per il quale si è trattato soltanto di «un vecchio trucco da giornalista».
Dove si legge ben chiara la doppia intenzione di giustificare se stesso e di considerare la classe giornalistica peggiore di quella dei politici.
La sua sottile vendetta verso le critiche ricevute sta tutta lì, in quel sottinteso: «Sentite chi parla», rivolto ai colleghi giornalisti con un tono sorridente e dimesso che chiede solenne complicità e doverosa omertà.
A questo punto non è una questione politica o da denuncia penale come ha suggerito qualcuno, è soltanto un problema di buon gusto.
Quando le piccole virtù da antico galateo provinciale non bastano a reggere o giustificare le nostre azioni, si ricorre ai grandi sollievi del «così fan tutti». E se lo fanno «tutti», perché non farlo anche noi?
Di recente a difendere la famiglia cattolica sono scesi in piazza politici che di mogli ed amanti ne hanno più di una: loro diritto, per carità, ma non stiano a tormentare le persone perbene con inutili predicozzi oltretutto benedetti con l'acqua santa, a dimostrazione che il diavolo sa camuffarsi bene. Come ci dicevano i pii sacerdoti nella nostra infanzia.
par antonio montanari
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Più donne in politica, sentiamo invocare da più parti. L'unico che sembra aver pensato seriamente al problema è Silvio Berlusconi.Ha arruolato signore mozzafiato, sia detto con tutto il rispetto dovuto a loro ed al ruolo che occupano. Penso alla «circolina della libertà» Michela Vittoria Brambilla che ha appena presentato una 'sua' rete televisiva per sostenere le campagne elettorali del Cavaliere. Penso all'avvocato Laura Ravetto che realizzerà l'università liberale voluta da Berlusconi.La loro bellezza risponde al culto dell'immagine che l'imprenditore di Arcore ha trasferito dal prodotto televisivo al programma politico.
«Striscia la notizia» ha trasformato una parola negativa (la «velina» intesa come testo suggerito od imposto ai giornali) in un concetto positivo con cui si chiamano le due fanciulle seminude che ogni sera offrono il meglio di loro stesse al popolo maschile che staziona davanti al video, turbando digestioni che dovrebbero essere lasciate più tranquille.
Non vorrei che la perfidia dei critici o anche della redazione di «Striscia la notizia» trasformasse queste impegnatissime signore della politica nelle figure di «schedine» (elettorali) pronte ad apparire non come rappresentati del popolo che le ha elette, ma come guardie del corpo (e che corpo, il loro) del capo politico che le ha duramente avviate ad una carriera di comando.
Auguri, care signore, e se vi càpita mettete in circolazione anche signore più vicine alla media delle italiane, non soltanto modelle da sfilata.
Nella foto, una partecipante europea alla protesta World Naked Bike Ride, nudi contro lo smog, dalla Stampa di oggi.
par antonio montanari
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