Appena ho letto oggi pomeriggio la pagina della Stampa (cartacea) che annunciava la pubblicazione dei suoi «buongiorni», ho inforcato la bici e sotto la pioggia mi sono recato in città, tre-quattro km tra andata e ritorno, per acquistare il volume.
Posso definirmi un Gramellini-dipendente. Ma ciò che mi ha catapultato (il termine va preso ovviamente con le dovute cautele anagrafiche) verso la libreria, è stato il titolo «Ci salveranno gli ingenui».
L'articolo prosegue sul blog della Stampa.








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