"Indignati? Non troppo", il post qui
inserito lunedì scorso, è pubblicato come editoriale sul numero uscito oggi del settimanale riminese "il
Ponte".

Lo si legge anche nel sito del "Ponte" a questa
pagina.
[Anno III, post n. 180 (557), © by Antonio
Montanari 2008]
Il post originale si legge anche in questo blog.
par antonio montanari
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L'editoriale che Gian Antonio Stella ha garbatamente composto per il
"Corrierone" dice dolorose verità indorando la pillola. Il sottotitolo, che immaginiamo redazionale, è un capolavoro in stile via Solferino: "Quando il Nord è amaro".
Sintesi: nei giornali si parla molto dei reati commessi dagli stranieri contro gli italiani e poco di quelli degli italiani contro gli stranieri.
A Verona "marito e moglie hanno ammazzato e bruciato un dipendente rumeno per i soldi dell'assicurazione"; Ion Cazacu era un "ingegnere rumeno che faceva il muratore a Gallarate e fu bruciato
vivo dal datore di lavoro, che aveva venti operai, tutti in nero"; poi c'è "la selvaggia violenza sessuale commessa alle porte di Milano da un italiano su una bambina immigrata di 13 anni".
Stella collega queste notizie allo scandalo della sanità scoppiato a Milano: mai "si era scoperta una clinica degli orrori come questa. Che col suo ossessivo obiettivo di fare soldi, soldi, soldi
sulla pelle delle persone rischia di infangare irrimediabilmente quel sistema misto pubblico-privato lombardo fino a ieri sventolato come un modello da imitare".
Conclusione di Stella: "... sarebbe un peccato se il legittimo orgoglio di chi crede nelle virtù del nostro Nord cercasse di rimuovere i traumi di questi giorni come si scacciano le mosche
fastidiose. Se è accaduto, vuol dire che poteva accadere. E val la pena di pensarci su".
Caro Stella, ecco pensiamoci su, ma lo faccia lei per primo, lei che dispone di un mezzo come il Corriere della Sera, perché la gente benpensante non ci crede allo scandalo di Milano. Un
operatore del settore sanità (laureato: non aggiungo se medico, chirurgo o farmacista) mi confidava ieri sera: "Credo che ci sia molta esagerazione nelle cose che raccontano".
Gli ho spiegato che non c'è esagerazione, per i motivi che appaiono chiari nei racconti delle vittime. Si annunciano scene da orrore cinematografico, se ci sarà un processo.
Quando lei, caro Stella, scrive che "val la pena di pensarci su" fa un invito ai cittadini, ma i cittadini se non sono informati (lo sa bene, dato che ha raccolto successi editoriali con i suoi
libri scritti con Rizzo), non sanno giudicare.
E sarebbe utile che qualche volta dal balconcino di via Solferino suonasse qualche squillo di tromba "alla Verdi" per svegliare la gente che legge gli editoriali del "Corrierone" per sapere di
che cosa poi discutere con amici e colleghi.
Il vecchio e mitico Mario Missiroli, direttore della calma piatta, a chi gli proponeva argomenti spinosi, rispondeva seraficamente: "Per scrivere queste cose, bisognerebbe avere a disposizione un
giornale".
Che cosa è cambiato in 50 anni se anche lei conclude che "val la pena di pensarci su"?
Diciamo ad esempio che, chi di sanità privata ferisce, di sanità privata perisce. Ma allora nessun compianto assieme alla Regione che si considera truffata e si costituirà parte civile, come
annuncia Formigoni.
Credo che Milano sia malata, come ho
scritto ieri sera qui sopra. Non soltanto "amara" come dice il sottotitolo al pezzo di Stella, riferito anche a tutta l'Italia del Nord.
[Anno III, post n. 177 (554), © by Antonio
Montanari 2008]
par antonio montanari
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Sul "Corriere del Mezzogiorno" di oggi, in un articolo intitolato "Cosa passa sui blog. Napolitano contro la Lega Nord: la parola agli internauti", è citato
il mio post "Modello Travaglio".

par antonio montanari
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Uno studente universitario denuncia lo Stato di furto: "furto degli anni migliori della mia vita, dei sogni, dei soldi e delle speranze dei
miei genitori".
Un furto durato cinque lunghi anni di sacrifici fatti studiando all'università, dove lui non ha imparato niente, per cui non sa far niente. Anche se pubblicamente figura come uno dei migliori
studenti della sua facoltà.
È una lettera firmata da Giovanni Marini e pubblicata da "Repubblica" di oggi. Soltanto "aria fritta, professori mediocri" è il bilancio di quella facoltà.
Essere consapevoli dello stato di degrado dello Stato, è già un bel po'. Significa non adagiarsi sulla retorica della furbizia, del desiderio di tirare a campare, e della ricerca della protezione
o raccomandazione che dir si voglia, per potere tirare avanti.
"Chi si appoggia alle raccomandazioni non ha sostegno di merito", si legge in un documento conventuale riminese della fine del XVII secolo.
Il merito. Gran bella parola, spesso oltraggiata da una corruzione morale a cui nessuno fa più caso.
Grazie a Giovanni Marini per la sua confessione amara, con l'augurio che il futuro possa restituirgli il tempo che la Cultura di Stato gli ha sinora rubato.
[Anno III, post n. 174 (551), © by Antonio
Montanari 2008]
par antonio montanari
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