Gentile Francesca Paci, leggo il suo articolo
con la denuncia di dover "cancellare i messaggi di odio" che lei riceve, in una giornata in cui la cronaca offre spunti molto
tristi come le sue parole.
L'ultimo è nella notizia della uccisione dell'arcivescovo caldeo Faraj Raho, rapito alcune settimane fa in Iraq.
Ma ci sono altre notizie di cronaca in cui uomini prigionieri non di un nemico in armi ma di una condizione di vita che a loro è parsa terribile, hanno posto fine ai loro giorni: un ginecologo
ligure ed un operaio. Il primo per una vicenda su cui dovrà far luce la Magistratura, il secondo per essere rimasto senza lavoro (e, diceva, "senza dignità").
Ciò che spaventa che è ormai ogni discussione diventa parossistica al punto che secerne grandi quantità di quell'odio che Francesca Paci vede riversarsi sul suo blog.
Tre minuti fa su "La Stampa" è apparso questo testo: "Domani il quotidiano Il Foglio titolerà «A Genova un bambino è stato abortito per un reality show», e manifesti con questo slogan verranno
affissi già da questa sera in diverse città italiane. Lo ha annunciato Giuliano Ferrara durante una conferenza stampa convocata per commentare le vicende del capoluogo ligure, durante la quale ha
anche risposto a quanti gli attribuiscono una responsabilità nella vicenda".
Si resta senza parole, soltanto con un grave spavento che è reazione piccola, molto piccola davanti ai drammi grandi che la cronaca ci ha illustrato. Il nostro personale spavento può soltanto
servire a condividere lo stupore angosciato, se posso dir così, di Francesca Paci che elenca quei messaggi di odio nelle loro articolazioni: "Odio per me, alternatamente "sporca sionista" o
"sgualdrina dei kamikaze", odio per "gli ebrei" o per "gli arabi", odio per i vari partecipanti a questo blog rei di simpatizzare per l'uno o per l'altro dei contendenti".
Non avrei voluto scrivere nulla, oggi, per questo mio personale stato di disagio davanti ad eventi che lasciano sbigottiti. Mi sono deciso di inserire questo post per inviare a Francesca Paci la
solidarietà di un cittadino qualsiasi e per ribadire la necessità che comportamenti civili e corretti ispirino i nostri discorsi ed i nostri commenti. Non soltanto sui blog ma nella vita di tutti
i giorni.
Ma mi chiedo quali stimoli verso questi comportamenti civili e corretti arrivino da certa parte della nostra classe politica, se il leader del Partito della libertà indicava ad una precaria come
via di scalata sociale non il lavoro o lo studio, ma il matrimonio con un buon partito, magari il figlio di un industriale. Queste le parole pronunciate da Berlusconi ieri sera al Tg2: "Per
risolvere la precarietà? Basta sposare mio figlio o un milionario". Se così parla chi ha responsabilità politiche, non meravigliamoci di quanti poi inviano ai blog "i messaggi di odio".
(Aggiornamento, 14 marzo, 9:18)
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