Mardi 1 avril 2008

Burger_1 A proposito del post "Poveri per fare i ricchi". È appena uscita una notizia Ansa relativa sempre a Rimini.
Un rapporto della locale Camera di Commercio spiega che la provincia di Rimini è l'undicesima in Italia per il benessere economico: però la "percezione" di questo benessere è "più bassa rispetto alla crescita reale". Ovvero, siamo ricchi senza saperlo, o magari facendo finta di non esserlo.
Dunque, i riminesi sono ricchi ma non sapendolo s'indebitano e diventano poveri? Quindi sono (siamo) doppiamente scemi?

[Anno III, post n. 99 (476)]

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
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Mardi 1 avril 2008

Vitali_stefano1150808081 Un giovane ed intelligente assessore della mia città (Rimini), Stefano Vitali, con delega alla Protezione Sociale e alle Politiche per la Famiglia, ha oggi commentato gli aumenti del costo della vita, segnalando che essi hanno "la famiglia come vittima principale". Non la famiglia "povera", aggiunge, quella "normale" che non riesce "più a mantenere il proprio stile di vita”.
"In questa situazione", aggiunge, "anche una famiglia con due redditi normali e figli a carico, vede restringersi notevolmente la propria gamma di consumi".
La difficoltà di arrivare a fine mese, spiega, "si sta insinuando nel cuore della civiltà occidentale, dell’Europa, del Paese, delle città, tra adulti che lavorano e giovani che studiano".

Vitali, che proviene dalla scuola del compianto don Oreste Benzi, precisa: "Sono sempre più infatti le persone che fanno ricorso ad acquisti a rate per poter 'restare a passo con i tempi', e mantenere uno stile di vita che, fino a qualche anno fa, potevano permettersi senza tanti problemi e, anzi, risparmiando anche qualche cosa per il futuro dei figli. Anche se dal benessere diffuso non sembra, sono tante le persone che, nell’illusione di un miglioramento futuro, si indebitano per comprarsi a rate il televisore nuovo, cambiare auto o l’ennesimo modello di telefono cellulare. Ci sono anche quelli che, per permettersi questi acquisti, risparmiano addirittura sui beni primari, come il cibo, e non mancano quelli che si rivolgono alle mense. Anche la povertà allora cambia, da quella tradizionale legata alle difficoltà primarie di casa e cibo, a quella odierna legata agli 'status symbol'".
Insomma, i nuovi poveri lo sono perché vogliono fare i ricchi.

"Oggi, anche se sembra il contrario, è molto più facile essere tagliati fuori dalla normalità. È questa nuovo tipo di società che mi preoccupa. Perché le famiglie povere hanno in sé una grande capacità adattiva che, con aiuti mirati, gli permettono di riuscire a cavarsela con sacrificio e flessibilità. Le famiglie oggi in difficoltà, sono invece impreparate a gestire il cambiamento, ed esposte a rischi che, da economici, rischiano spesso di sfociare in crisi relazionali, educative, sociali".
Vitali conclude con queste parole: "Quella in atto è una vera e propria rivoluzione che dobbiamo imparare al più presto a gestire con servizi nuovi, idee, e una diversa lettura delle dinamiche sociali e familiari, sempre più diverse e incompatibili con quelle a cui storicamente abbiamo sempre fatto riferimento. Non dobbiamo soprattutto compiere l’errore di continuare a gestire queste dinamiche come emergenza, ma rimboccarci le maniche per affrontare quella che, sempre più, si sta affermando come una ‘crisi della normalità’".

Mi sembra da sottolineare quest'ultimo passaggio dell'assessore Vitali. Abbiamo una 'crisi della normalità', una "rivoluzione" sociale davanti alla quale i politici debbono fare uno sforzo per una "diversa lettura" dei fenomeni che accadono.
Quei cittadini che diventano poveri per apparire ricchi, sono il riflesso di una filosofia dei consumi instillata da certi politici come il Cavaliere che considera oggi l'Italia in miseria per colpa delle tasse di Romano Prodi, e che ai suoi tempi esaltava il benessere (immaginario) di un Paese in cui c'era il più alto numero di telefonini per persona (parole sue), non so se a livello europeo o mondiale (magari inserendoci nella classifica anche di quegli Stati poveri dell'Africa dove la gente continua a morire di fame e di sete).
Sul tema segnalo l'inchiesta oggi apparsa su "Repubblica", dal titolo "I nuovi poveri d'America", dove si racconta che 28 milioni di cittadini Usa vivono con il sussidio di Stato.

[Anno III, post n. 98 (475)]

Fonte foto, Comune di Rimini

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
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Mardi 1 avril 2008

01042008stampa Se Walter Veltroni riuscisse a metter in pratica il suo progetto di tagliare cinquemila leggi, l'Italia finirebbe nel caos più totale. Il sistema legislativo italiano è basato su di un intricato collegamento di norme che l'onnipotente burocrazia statale ha partorito a getto continuo dal 1861 ad oggi.
Impossibile che WV non sappia tutto ciò. Molte leggi premettono un rinvio a tante altre norme, ne introducono collegamenti, modificano frasi, cancellano parole, aggiungono precisazioni che rendono talora incomprensibili i testi agli stessi esperti.
Dalla sera alla mattina, con cinquemila leggi in meno, l'Italia non avrebbe più modo di gestirsi...
Possibile che un politico che è stato sindaco e parlamentare non sappia ciò?

[Anno III, post n. 97 (474)]

Archivio:
Leggi: poche o troppe?
Veltroni in piena

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
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Mardi 1 avril 2008

Il post "Certi giornali" del 21 marzo è segnalato oggi in home della "Stampa". Il post si legge anche su Over, a questo link.
par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
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