Lundi 2 avril 2007
Se piangi, se ridi... diceva una canzone di successo. Ognuno ha i suoi buoni motivi per scegliere una delle due strade emotive.Elisabetta Gardini era allegra giovedì 29 marzo e confidava le ragioni del suo buonumore: «Il presidente ci ha come resettato il cervello. Ripulito, ecco».
Sentir dire una signora che era lieta perché le avevano ripulito il cervello, lasciatemelo dire, fa un certo effetto. Ancor più che se lo avesse proclamato un distinto signore afflitto dal mestiere di portaborse.
Lei, che è una portavoce, fa degnamente il suo mestiere. Le dicono di ripetere a pappagallo una certa cosa, e lei obbedisce. Come darle torto? Pur tuttavia, non mi convince la signora Gardini quando batte i tacchi (a spillo), allunga le mani sui fianchi stando sull'attenti e sembra l'incarnazione aggiornata del credere ed obbedire che una volta (anticamente) era di destra, poi in tempi più recenti anche di sinistra, all'epoca dei trinaraciuti su cui scherzava Giovannino Guareschi.
Più emozionante il pianto di ribellione con cui Katia Zanotti al congresso bolognese della Quercia, ha sigillato il suo addio ad un partito che lei guardava mirando alla base e non al vertice come la sua collega Gardini.
Sono storie diverse, Katia Zanotti si farebbe fucilare prima di dire (o soltanto pensare) quello che invece rallegra Elisabetta Gardini. La quale non discute su nulla, il partito sta nella volontà del capo che guida e resetta i cervelli.
Peccato che la portavoce di Berlusconi dimentichi che, mezzo secolo fa, l'accusa di portare i cervelli all'ammasso, era proprio diretta a quei «cumunisti» che il cavaliere vede dovunque. Accusa che adesso può attribuirsi anche ai suoi seguaci. Se ci pensa bene, guardandosi allo specchio, dopo le parole della sua portavoce, Berlusconi può pure lui definirsi un «cumunista». Ed essere soddisfatto di incarnare governo ed opposizione. Prendi due e paghi uno.
Al supermarket della politica italiana, il pianto di Katia Zanotti (giusta o sbagliata che sia la sua scelta nel partito) fa intravedere un senso di umanità che spinge ad augurare alla signora Gardini d'andare a fare quattro chiacchiere con la collega di Bologna. Ma questa volta senza farsi resettare nulla.
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par antonio montanari
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