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Jeudi 15 mai 2008

Blogberlusconi Aria nuova in cucina, diceva uno slogan pubblicitario di molti anni fa.
Aria nuova in Italia, reclama Berlusconi: ne vuole "respirare a pieni polmoni".

Beh, che la chieda un signore che ha intossicato per un decennio il dibattito politico a forza di offese ai magistrati ed agli oppositori, finanche definendo "coglioni" i loro elettori, non è né un miracolo, né un aspetto inedito della Storia italiana.
E' il solito maledetto trasformismo italico, di chi gioca con le carte taroccate e vuol vincere la partita. La posta sul tavolo verde è questa volta il colle più alto della politica.

Il bello è che Veltroni è stato catturato nella "tela del ragno" (definizione di Di Pietro), per cui il cavaliere gli ha finalmente sorriso. Ed imitando l'imitatore Crozza, gli ha detto che "si può fare". Il "Bagaglino" approda come sistema retorico nelle aule parlamentari, evviva!
Sì, in politica tutto si può fare, e tutto si fa. Veltroni è riuscito a perdere le elezioni, ha rianimato un Berlusconi sfinito ("la resurrezione di Lazzaro", definizione di Travaglio), ha ridotto l'Italia ad un Paese in cui un capo-camorrista riscuote applausi dalla folla per aver fatto incendiare le baracche di una certa periferia meridionale...

Questo è il Paese reale. Un tempo gli esperti calcolavano la sua distanza da quello legale. Sembra che della legalità non freghi più nulla a nessuno, tranne che ad un signore che si chiama Antonio Di Pietro.
Dopo aver detto: "mi ha offerto di fare il Ministro dell'interno e non ho abboccato", nel suo intervento alla Camera Di Pietro ha aggiunto in mezzo a molte interruzioni:  "Noi conosciamo la sua storia personale e politica e conosciamo bene anche la sua storia... E soprattutto conosciamo bene la sua storia personale e giudiziaria e quella dei tanti...  Ma noi dell'Italia dei Valori conosciamo la storia anche dei suoi tanti dipendenti e sodali che si è portato in Parlamento con sé a titolo di ringraziamento per i favori e le omertà di cui si sono resi complici. Noi dell'Italia dei Valori conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità di distorcere la verità dei fatti. Soprattutto conosciamo bene la tela sul controllo dell'informazione e sul sistema di disinformazione che ha messo in piedi. Soprattutto conosciamo la disinformazione che ha posto e ha fatto porre in essere per far credere che la colpa dei mali dell'Italia non sarebbe di chi li ha commessi ma di chi li ha scoperti.
Lei ha mentito a ripetizione nel corso della sua carriera politica e da ultimo ha fatto credere agli italiani di aver lasciato l'ultima volta il Governo con i conti in ordine, mentre invece ha truccato le carte fin quando l'Unione europea non l'ha scoperto e sanzionato, e quel povero Prodi si è dovuto far carico di far quadrare i conti e ne ha pagato le conseguenze".

Non si tratta, a questo punto di essere o meno d'accordo sulla linea politica di Di Pietro. Si tratta più semplicemente di fare la constatazione che l'unica voce alzatasi a ricordare "certe" cose, è stata la sua. Auguri, onorevole Di Pietro a lei ed a noi per il bene dell'Italia.

L'Italia reale è questa, l'Italia legale non è messa bene, l'Italia ideale, quella che "si può fare", è una ridicola messinscena con le battute da "Bagaglino", l'imitazione dell'imitatore, la perdita di identità politica dell'opposizione a cui si è offerta l'offa medicata per non farla abbaiare, come a Cerbero.

[Anno III, post n. 141 (518), © by Antonio Montanari 2008]

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
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