Vendredi 9 mai 2008

Troppo interessante l'osservazione di Antonio Cracas, per non riportare anche come post la mia risposta.

Carfagna

Ho sempre inteso la "satira" (usando con la dovuta modestia il termine) come un paesaggio a 360 gradi, a cui guardare senza falsi pudori e senza pregiudiziali di parte. E soprattutto senza privilegiare nessuno con omissioni o incensazioni.

Se poi si passa dalla "satira" alla "politica" seria (che forse è spesso meno seria della satira stessa), spero di essere sempre stato indipendente nel mio parlare. Queste almeno sono sempre state le mie intenzioni.

Mi auguro di esserci riuscito. Dalle fregature ricevute (da parte di quelli che dall'esterno potrebbero essere giudicati miei amici di strada), mi sembra di sì.

Se ci siamo "scandalizzati" con Cicciolina, possiamo quindi fare altrettanto con i fatti di oggi. In essi non c'è nulla di male, anzi. Le vie delle carriere sono sempre state infinite e sfinite. Ma non toglieteci l'ossigeno del parlar (male) del Potere, indipendentemente da chi lo controlli in un certo momento storico.
Sotto il fascismo lo chiamavano "ius mormorandi". Andreotti ricorda una battuta di quel tempo: "Non ci possiamo lamentare". Dove la perfetta ambiguità del linguaggio indicava lo stare bene ed anche il non poter parlare...

Anche oggi, in molti non si possono lamentare. Fanno affari d'oro. A Roma con il governo, e nelle città con quelle che oggi sono forze (ma forze può essere esagerato...) insomma sono esponenti dell'opposizione parlamentare...

Grazie dell'attenzione e del commento.

[Anno III, post n. 134 (511), © by Antonio Montanari 2008] 

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Vendredi 9 mai 2008

Brambilla E se alla fine dovesse cambiare nome, la signora Brambilla? Da Michela Vittoria in Michela Sconfitta? Sempre meglio che Michela la Sanguinaria come minacciava di diventare per colpa dei suoi colleghi maschi. Che l'hanno odiata sin dal primo momento, vedendola sorgere minacciosamente come la luna che eclissa il sole.

Ma pur sempre qualcosa di sgradevole per questa signora che doveva essere il nuovo vero uomo del Pdl.
Un caso umano più che politico. Nata per rivoluzionare l'Italia con i suoi "Circoli" pagati dal cavaliere, rischia di diventare una Marianna spodestata da signori calvi ed ormai con la pace dei sensi, che governano il partito che ha vinto le elezioni.
Pure lei doveva diventare ministro, come minino, dopo tutto quello che ha fatto per Berlusconi. Invece. Sarà vice se andrà tutto bene, oppure sottosegretaria, oppure niente.

E così rischia di restare famosa, nella memoria collettiva e nelle cronache del Palazzo, soltanto per quelle calze birichine sfoggiate in tivù: un barlume di coscia amalgamato in quello sguardo assassino che rende pur sempre giustizia a questa giovane e bella signora. Innamoratasi di un'idea (quella del capo) e per questo vilipesa dai maestri del cerimoniale di Arcore. Che si sono sentiti subito spodestati e cacciati nel dimenticatoio.

Per questo fatto, essi l'hanno aggredita con la retorica delle "buone" maniere, e dalla sua professione hanno ricavato quel soprannome perfido, "la pescivendola".
L'aveva persino difesa Antonio di Pietro, nell'agosto 2007 dopo l'attribuzione dell'etichetta lavorativa.

Pochi giorni fa, la signora Veronica Lario in Berlusconi ha giustificato la sua assenza dalle cerimonie pubbliche con una di quelle frecciate al curaro che prima o poi producono il loro effetto micidiale: le mogli debbono restare "tranquillamente nell'ombra".
Aggiungendo: "Mio marito può portare sotto i riflettori della politica la Brambilla".

Forse in quelle parole, più che nelle manovre dei maestri del cerimoniale della corte di Arcore, c'era la definitiva condanna al silenzio per Michela Sconfitta Brambilla.

Resta una soluzione brillante. Divenuta invisibile, potrebbe passare nel governo ombra di Veltroni che la tutelerebbe nella sua vita in ombra, e non più all'ombra del capo.

Il quale ha un nuovo idolo, diventato ministro direttamente dalle passerelle televisive, Maria Rosaria Carfagna.

Carfagna

[Anno III, post n. 133 (510), © by Antonio Montanari 2008]








Dal blog "Ottovolante" riporto la pagina su Maria Rosaria Carfagna, senza le immagini.

Ci guardano

Ci guardano dalla Germania, anzi la guardano, la bella ministra Maria Rosaria Carfagna: così la presenta "Bild.de", con queste immagini che mettiamo in collage.

Il film del "collant" si vede integralmente qui.

par antonio montanari publié dans : antoniomontanari
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