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8 octobre 2009 4 08 /10 /octobre /2009 16:00
Come si tolse l'immunità ai deputati e senatori. 2003, Berlusconi contro i magistrati "golpisti"


Napolitano_spadolini



A proposito della bocciatura del lodo Alfano, fra ieri ed oggi si è tanto parlato di quanto accaduto dopo Tangentopoli: ovvero l'abolizione dell'immunità parlamentare. Fatta in nome del principio che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Nei discorsi fra ieri ed oggi non sempre ci si è ricordati di questo particolare. Ecco che cosa avvenne.

28 ottobre 1993,  71° anniversario della marcia su Roma. Il Senato vota in via definitiva la riforma dell'articolo 68 della Costituzione, abolendo l'immunità parlamentare.
Il mattino dopo su "La Stampa" si legge in un articolo di Enrico Singer: "A favore della riforma hanno votato i senatori di tutti i partiti, ad eccezione dei sette liberali che non erano soddisfatti della formulazione del nuovo articolo 68. Nessun voto contrario: un plebiscito, insomma. Adesso le inchieste giudiziarie che coinvolgono i parlamentari tra deputati e senatori gli inquisiti sono oltre 200 riceveranno un colpo d' acceleratore".

Il "Corriere della Sera" ha un articolo di Gianfranco Ballardin, dove troviamo questo passo: "D'ora in poi, i giudici potranno liberamente indagare nei confronti di qualsiasi parlamentare, come fanno nei confronti dei cittadini. Cade, infatti, il comodo scudo dell'autorizzazione a procedere, che in passato ha spesso permesso ai politici di sottrarsi alla giustizia. Per poter arrestare un parlamentare, invece, i giudici continueranno a chiedere l'autorizzazione della Camera a cui appartiene; autorizzazione che, in passato, veniva sistematicamente negata. Hanno votato a favore della riforma tutti i partiti tranne il Pli, che si e' astenuto".

Singer riportava anche gli illustri pareri dei presidenti di Senato e Camera: "Giovanni Spadolini ha detto che <questa legislatura ha acquisito grandi meriti e fra essi spicca la riforma costituzionale coronamento di una lunga battaglia seguita con ansia dall' opinione pubblica> e che <il Senato ha smentito tutte le voci interessate alla confusione e al discredito istituzionale>. Giorgio Napolitano ha parlato di <rasserenamento nei rapporti tra Parlamento e magistratura>".

Dieci anni dopo. Enrico Caiano scrive sul "Corriere della Sera" (3 maggio 2003) che Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, in una lettera al "Foglio" definisce quella riforma come una "brutalità decisionale" che ha portato "all'abolizione dell'immunità parlamentare varata con la Costituzione repubblicana dai padri fondatori dell'Italia moderna". Dando avvio alla marcia sul Palazzo della politica dei "magistrati politicizzati", accusati di "logica golpista".

[08.10.2009, anno IV, post n. 289 (1009), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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