L'analisi semantica del testo che Wikio propaganda come
strumento della propria azione classificatoria, mi sembra un'affermazione di quelle che meritano una risata oppure un monumento.
C'era una vecchia scienza nuova, la cibernetica (con Aldo Ceccato) che cercava di riprodurre le operazioni intellettuali, mettendo a nudo il modo di agire del nostro cervello.
Al di là dell'occhio che distingueva la mela dalla pera, non mi sembra che si sia andati.
Un'analisi semantica è un'operazione talmente complessa che può esser accreditata soltanto come specchietto per le allodole: è dell'informatico il fin la meraviglia.
Faccio un esempio serissimo. Scrivo: "Virgilio sostiene nell'Eneide che tutti i Romani sono figli di Troia, discendendo da Enea...". Un elaboratore elettronico inserisce la mia citazione nei link
dei siti porno e non in quelli di letteratura latina o di storia del Mediterraneo.
Potrei fornire centinai di questi esempi. Per rispetto del "buon costume", taccio.
Se si vuol discorrere seriamente dei blog, torniamo indietro all'... età della pietra.
Tutto documentato: 10 aprile 2006, Anna Masera decide "di avviare una piccola sperimentazione di "citizen
journalism", cioè un modello di giornalismo partecipato dai lettori".
Questa è una mail inviatami dalla sua collaboratrice Marina la quale mi comunicava: "Pertanto, il suo post "Qui Parigi" è stato linkato nella home page del sito de La Stampa, in relazione alle
notizie sulla CPE."
Sono stato io ad inaugurare quel servizio... Scusate se me ne vanto.
Punto secondo. 29 marzo 2007. La "Stampa" inaugura le segnalazioni dei blog nelle varie sezioni del giornale.
Quel giorno scrivo qui sopra:
"Cari lettori, dalla redazione ricevo una mail: il mio blog è finito «linkato in modalità fissa» nella pagina di «Politica» del sito StampaWeb.
Sono commosso (sinceramente) e preoccupato. Da vecchio cronista so che occorre essere sempre all'altezza della situazione, in ogni momento. Questo mi costringe a non prendere sottogamba né il
blog né l'onore che ricevo dalla segnalazione.
Dico tutto ciò non per smanceria, ma per scusarmi in anticipo con eventuali navigatori delusi o disillusi".
Punto terzo. Leggo nel commento di Osman di stamani al mio post "Fatemi
capire": "Io stamattina 1 luglio ore 11 vi ho visto in HP (Gobettiano e Antonio). Vi ho cliccato e quando sono tornato di nuovo in HP (10 minuti) eravate spariti. Lo giuro."
Osman come Bruto è un uomo d'onore e debbo credergli. Se le cose che scrivo nel blog prescelto dalla redazione per la sezione politica, non vanno bene, basta che mi tolgano dalla sezione
politica, e mi metto a scrivere di altre cose. Ma se mi hanno scelto e mi hanno messo lì loro, continuo a seguire le loro indicazioni, il loro suggerimento.
Ieri ho fatto un'ipotesi, rifiutandola: "A maggio ho avuto cinque segnalazioni in home della Stampa. A giugno soltanto tre, l'ultima il giorno 13 giugno.
Poi la mia proposta (12 giugno) del blog collettivo è stata realizzata il giorno 15 da Gobettiano. Quindi casualmente, di certo, non sono stato più segnalato".
Oggi la riprendo e non so se debba essere ancora rifiutata dopo il commento di Osman. Oppure sono intervenuti altri fatti di cui io sono all'oscuro? Ne dovrei essere informato formalmente se ci
fossero, per deontologia.
Quel blog collettivo non è altro che un innocuo divertissement che ci siamo presi per dimostrare che la manualità non può
essere scacciata dalla tecnologia. Sino a prova contraria le cose stanno così.
Non ne faccio una questione di teorie dei massimi sistemi che reggono l'universo, ma soltanto la dimostrazione che anche la cosa più semplice ed innocua può essere equivocata, se quel blog collettivo ha provocato mancate adesioni e rifiuti dogmatici.
In mezzo a tutto ciò, trionfa una constatazione: ma come sono diventati importanti i blog...
[Anno III, post n. 205 (582), © by Antonio Montanari
2008]
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par antonio montanari
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