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11 juillet 2008 5 11 /07 /juillet /2008 19:12
Trucco Il fuoco concentrico che è stato indirizzato contro Antonio Di Pietro, puzza di bruciato da mille miglia.
Il Pd si vede surclassato nel contatto con la realtà. Non può stare alla finestra, deve per forza dimostrare di esistere. E questo scoccia parecchie persone.

L'ultimo a colpire con la sua tirata d'orecchie il capo dell'Idv, è stato un fremente Gad Lerner che con logica stringente ha dimostrato una verità inattaccabile, su "Repubblica". Al populismo del governo Berlusconi ha riposto il populismo di Di Pietro.

Ma tutte le verità contengono in sé per inevitabile destino, gli strumenti logici per demolirle. Ammesso che Di Pietro possa esser considerato populista e giustizialista come lo accusano da destra e da sinistra, bisogna chiedersi: ma chi lo ha "costretto" ad apparire (non dico ad essere) tale? Insomma, il trucco c'è e si vede bene.

La politica è la scienza dell'opinabile, ovvero non è neppure una scienza nel senso che diamo alla parola aggiungendovi l'aggettivo "esatta". In politica tutti si credono portatori del verbo divino. Di Pietro ha espresso idee non forcaiole, non reazionarie, ha parlato del primato della Legge e della Costituzione su tutti gli interessi di parte.
Lo avrà detto rumorosamente (e questo lo rende simpatico perché non finge di essere una "gatta morta"). Lo avrà detto con una schiettezza che gli angoli bui delle sedi parlamentari rifuggono come la peste. Ma almeno la sua è stata una voce che ha avuto il coraggio di spiegare che siamo davanti alla stessa messa cantata piduista di cui parlano i libri, ma che i politici di oggi fingono di considerare un fatto ormai archiviato.

E' vero che il pollo a tavola si mangia con coltello e forchetta, come spiega oggi Lerner nel suo manuale dell'oppositore perfetto e non sbracato. Ma è pur vero che in caso di fame pesante, il galateo non è la prima esigenza da soddisfare.

Si va tanto per il sottile, si gira in un ridicolo tour che inanella critiche ai critici e non ai criticati. Sembra, ultimo Nanni Moretti dixit, che la crisi della repubblica dipenda soltanto dalle intemperanze verbali dei comici.
Dice l'Ecclesiaste che c'è un tempo per tacere ed uno per parlare...Nella politica ce n'è uno per le argomentazioni giuridiche, ed è quello del Parlamento, ma ce ne può essere uno anche per le satire dei comici, ed è quello che è avvenuto con Sabina Guzzanti, tra lo scandalo dei benpensanti del Pd. Che specularmente a quelli del Pdl odiano il "populista" Di Pietro, il quale è oggi considerato il capro espiatorio da sacrificare sull'altare del realismo politico.Guzzanti

Per innata e cattiva abitudine, stiamo dalla parte di chi rompe le scatole, non di chi dalle scatole porta via il contenuto. Avrà tutti i torti di questo mondo nel suo condurre questa maniera di opposizione, il segretario dell'Idv. Ma per dimostrarlo occorrerebbe che ci fosse una seria e ferma opposizione da parte del Pd, non  una censura che suona uguale nella sostanza a quella della classe berlusconiana verso Di Pietro.

Un'ultima annotazione. In un regime democratico, è lecito criticare anche il capo dello Stato, dato che non parla ex cathedra e non è infallibile come il papa. In un regime democratico, è lecito invitare pubblicamente il capo dello Stato a non proteggere il capo del governo dalla sovranità della Legge come sta per accadere in Italia, unico Stato al mondo ad adottare un simile provvedimento.
Non si manca di rispetto a nessuno dicendo che Pertini avrebbe avuto una reazione diversa, anche perché sinora non sappiamo se Napolitano accetterà di firmare una legge anticostituzionale.
Definire anticostituzionale un provvedimento come quello che proteggerà Berlusconi, non è un reato di diffamazione né verso di lui né verso Napolitano: è semplicemente un giudizio politico molto motivano, e ben diverso da quello che spinse il cavaliere a chiamare coglioni gli elettori di Prodi.

Il trucco c'è e si vede. Quanto sta accedendo "contro" Di Pietro  (qui un suo intervento di questa sera appena giunto) da parte di prestigiosi intellettuali del Pd, è la dimostrazione che Veltroni e compagnia bella non sanno che pesci pigliare. Debbono accontentare troppe istanze contraddittorie, non c'è valenza laica nel loro programma, affidano all'arte del compromesso una situazione che purtroppo è già troppo compromessa per poterla sopportare.

Sarà facile logorare Di Pietro, "uomo solo al comando", con un partito che in periferia ha la consistenza di un alito di vento, mentre gli altri sono potenti bufere capaci di provocare grossi naufragi. Ma questa facilmente prevedibile vittoria sul segretario dell'Idv, non rafforzerà il Pd: al quale potrà essere rinfacciato di aver sfilacciato un alleato indocile sì ma onesto.

[Anno III, post n. 218 (595), © by Antonio Montanari 2008]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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