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14 juillet 2008 1 14 /07 /juillet /2008 18:01
Non c'è nulla di più divertente di un arguto conservatore che vuole insegnare alla nuova sinistra come comportarsi, e la invita con grazia ad imitare addirittura i vecchi modelli della vecchia sinistra rivoluzionaria.

E' successo con Enzo Bettiza nell'editoriale che stamani ha pubblicato "La Stampa". Bettiza parla della "brutta e pericolosa" manifestazione organizzata da Antonio Di Pietro a piazza Navona che è stata caratterizzata da un antiberlusconismo "mescolato a volgarità da talamo".

A Bettiza si può rispondere con quanto argomenta, sempre oggi, su "Repubblica, Alexander Stille il quale in un lungo saggio documenta che "introdurre la propria vita sessuale nella sfera pubblica è una caratteristica saliente del politico Berlusconi".

Per cui, aggiungiamo noi, Sabina Guzzanti non ha fatto altro che sottolineare per deridere, esponendo quelle "volgarità da talamo".

Bettiza sostiene che a piazza Navona c'è stata una emergenza democratica perché si è svillaneggiato anche il capo dello Stato.
Lì "nani e ballerine sono saliti sul podio". Lì la satira si è confusa con la politica. Lì sono avvenute "certe deviazioni del buon galateo di sinistra".
Si ricordi Antonio Di Pietro: per parlare di Berlusconi, si deve usare il "buon galateo di sinistra". Di che si tratti non lo abbiamo compreso (ovviamente per colpa nostra). Berlusconi ha sempre detto e ripetuto che i comunisti mangiano i bambini. Bettiza ora commenta che questo era appunto il "buon galateo di sinistra".

Stille elenca tutte le buoni ragioni per cui all'estero un leader come il cavaliere non potrebbe governare, tra cui la legge elettorale da lui fatta approvare e per la quale parlamento e governo sono "un'estensione del suo potere personale".

Il governo degli Usa, per quanto amico, lo ha pubblicamente definito "un politico dilettante" in un "paese noto per la corruzione". A Berlusconi sono state presentate le scuse ufficiali.
Resta l'episodio, di per sé sintomatico. All'estero, aggiunge Stille, egli "è considerato pressoché universalmente un buffone", mentre da noi le sue gaffe sono minimizzate o celate grazie ad una "stampa ampiamente controllata e accomodante". (Ovvero, se il "buffone" non è il comico...)

Dunque, Stille racconta un cavaliere "macchietta" presso la più quotata opinione politica internazionale. Bettiza, lo presenta invece come una vittima della stupidità della nuova sinistra che non usa più il "buon galateo" dei rivoluzionari comunisti di un tempo, ma la terribile arma impropria della satira.
A Bettiza si può contrapporre anche un lucido parere di Ilvo Diamanti (su "Repubblica" di ieri): "La buona satira non è riformista, ma rivoluzionaria".

Il dramma italiano è che, satira o non satira, questa sinistra fa ridere perché non va da nessuna parte. La satira non basta, come conclude Diamanti: "C'è bisogno d'altro. Presenza nella società, organizzazione. Identità. Speranza".
Questa sinistra, divisa "fra dialogo senza opposizione e opposizione senza dialogo", rischia "di rimanere solo senza speranza".
Ma tuttavia con molti posti nei ponti di comando, ed è soltanto quello che conta per molti, purtroppo.

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Published by antonio montanari - dans Rimini
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