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10 août 2008 7 10 /08 /août /2008 19:25
Sulla "Stampa" di oggi si parla anche della mia città, Rimini, a proposito delle "archistar", ovvero delle stelle della progettazione urbanistica, e delle "speculazioni griffate".
Vedo che Rimini è in buona compagnia. Ma non è vero che "mal comune, mezzo gaudio".

Quel lungomare cementificato che si prospetta sulla costa riminese, solleva molti dubbi. Alcuni sono legati alla realtà locale. Come si è letto su qualche giornale romagnolo, non sappiamo se siano stati fatti studi sulla situazione geologica riminese.
Di certo non si è tenuto presente che il momento attuale è di annuncio di una grave crisi economica planetaria. Per cui quando avranno creato luoghi da vendere a caro prezzo, chi avrà i soldi per comprarli?

In questi giorni si è affacciato ufficialmente il discorso del riciclaggio del denaro sporco sulla nostra costa.
Il presidente della Provincia ed il sindaco di Rimini si sono detti notevolmente preoccupati per notizie che "configurano un quadro di infiltrazione malavitosa in diversi settori del tessuto economico-imprenditoriale" locale.
Ma il problema non è nuovo così come sembrano credere i nostri amministratori odierni.

1993. Il presidente dell’Antimafia, Luciano Violante, dichiara: "La mafia in Riviera ha vestito i panni puliti della intermediazione finanziaria, ma è ben presente".  Gli usurai hanno "i colletti bianchi": a gennaio sono stati eseguiti nove arresti, e quattro società dal credito ‘facile’ sono finite sotto inchiesta con l’accusa di truffa ed associazione a delinquere.

1994. Un tecnico, Giancarlo Ferrucini, occupandosi del "balletto dei fallimenti", ipotizza che vi sia interessata anche la mafia, con infiltrazioni (già denunciate dalla Commissione parlamentare antimafia) che "potrebbero attecchire più facilmente nei settori dell’abbigliamento e della ristorazione, dove fra l’altro si verificano frequenti turn over nella titolarità delle aziende".

1994. Il senatore Carlo Smuraglia, estensore per la Commissione antimafia del dossier sugli insediamenti mafiosi in "aree non tradizionali" spiega che "in Romagna è ben presente la mafia che lavora in camicia e cravatta, quella che è più difficile" da combattere rispetto a quella che spara e prepara stragi.

1994, ancora. La Rete di Leoluca Orlando, sezione di Rimini, in occasione dell’assemblea nazionale tenutasi a Riccione lancia pesanti accuse alle Giunte di sinistra che avrebbero sottovalutato il fenomeno mafioso in Romagna.

Dicembre 2005. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso spiega: anche per Rimini vale il principio che il denaro si accumula al Sud e si investe al Nord.

Quindi, è fuori luogo l'odierna sorpresa dei pubblici amministratori circa "le notizie emerse nelle ultime settimane". Anzi sorprende la loro sorpresa.
Una volta erano i Comuni a controllare ad esempio la concessione delle licenze commerciali. Adesso non si usa più? Basterebbe questo strumento per tener d'occhio una realtà urbana e le persone che vi arrivano da fuori o i prestanomi locali nullatenti. Non occorre attendere il "Patto per la Sicurezza che entro l’autunno, Provincia, Comune e Prefettura di Rimini definiranno e sottoscriveranno con il Ministro degli Interni Roberto Maroni" di cui parlano presidente della Provincia e sindaco di Rimini nella dichiarazione di due giorni fa.

Precedenti post sul tema: "Balle e non fatti", "Il partito del cemento".

[Anno III, post n. 249 (626), © by Antonio Montanari 2008]

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Published by antonio montanari - dans Rimini