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21 août 2008 4 21 /08 /août /2008 09:55
Con il titolo I dibattiti nei poli e i "magazzini d'idee", il "Corriere Romagna" di oggi pubblica questa mia nota nella "Pagina aperta".

L'agosto 2008 finirà in archivio per due dibattiti, uguali e contrari. Nel centro-destra il leader leghista Umberto Bossi ha sconfessato la linea politica del governo di cui fa parte, sopra uno dei temi fondamentali del programma attuato nei "primi cento giorni", l'abolizione dell'Ici. Bossi vuole che quell'imposta sia reintrodotta in nome del federalismo e con le modalità di un progetto del ministro Calderoli. Il progetto è condiviso dal primo cittadino di Genova Marta Vincenti, in nome di una linea riassumibile col motto "più poteri ai sindaci" anche in settori destinati alle Regioni.
Bossi è il solito scomodo leader-ombra, capace ora di raccogliere un cartello di pubblici amministratori "con i piedi per terra". Ovvero consapevoli che ai servizi richiesti dalla collettività debbono corrispondere i necessari finanziamenti. L'unica nota stonata in coda ai suoi discorsi, è il consueto richiamo ai colleghi di governo: "...altrimenti bisognerà procedere coi mezzi più sbrigativi, quelli che il popolo conosce bene e sa come usare".
Nel Pd il dibattito è oggi considerato effetto di una situazione di degrado politico del Paese. Nanni Moretti ha detto che in Italia non esiste più "l'opposizione" grazie al "dominio di Berlusconi sulle reti televisive", con il quale il cavaliere "ha spostato e devastato il modo di pensare degli italiani". Richiamando Moretti, Eugenio Scalfari ha ribadito che esistono "tante opinioni private senza più una visione del bene comune". Infine Walter Veltroni ha spiegato la crisi del Paese come frutto di "una frenetica bulimia del presente" che rifiuta "la coscienza e i valori che vengono dalla storia, perché inutili". Giuseppe De Rita contesta a Moretti, Scalfari e Veltroni di credere "nel primato dell'opinione", aggiungendo: la parola opinione è "figlia di processi culturali che mirano a far opinione con emozioni, mai con la coscienza".
Come si vede, si tratta di un bel dibattito in cui maggioranza ed opposizione sono unite da una ricerca nei rispettivi "magazzini". Chiusi non per ferie ma per procedere al loro inventario. Una volta concluso, esso potrebbe provocare ulteriori difficoltà. Berlusconi non vorrà lasciare a Calderoli la passerella mediatica, anche se finora gli ha fatto comodo per far credere che nei "primi cento giorni" è stata attuata la promessa semplificazione eliminando 3.574 leggi "inutili". La riforma Calderoli è chiara: il governo deve provvedervi entro 180 giorni dal 25 giugno 2008, fatto salvo quanto disposto dalla legge 246/2005 circa le norme incancellabili.
Veltroni promette di avere per primo "il coraggio di essere sé stessi, quando questo appare più difficile". Ma quando anche gli altri, di diversa "nascita", nel Pd ripeteranno le sue parole, le cose saranno più chiare o ingarbugliate?

Antonio Montanari
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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari