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10 septembre 2008 3 10 /09 /septembre /2008 17:30
A proposito del tema delle censure giornalistiche (e del post "Sapere l'oggi"), pubblico due commenti ricevuti nel blog della Stampa.

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Anche a me da quel giornale è stata 'censurata' una lettera inviata il 6 settembre. Ne parlo nel mio blog.
Dove cito un commento pubblicato in un blog politico locale, a proposito della seconda parte della mia lettera
A testimonianza che il fatto su cui sono intervenuto non è di poco conto...

Il testo della mia lettera è comunque questo:

Segnali di fumo

Filippo Andreatta e Pier Ferdinando Casini hanno mandato un segnale di fumo al partito di Veltroni mediante una lettera al "Corriere della Sera" (6.9), apparsa con il titolo eloquente: "Quel Pd troppo timido con Berlusconi e Putin". Essi invocano "un Pd più coraggioso" in politica estera, come se entrambi ne facessero parte. Soltanto Andreatta è ascrivibile alle schiere veltroniane. Ciò significa un avvicinamento di Casini ad esse?

Lo stesso giorno sul "Corriere Romagna" un componente l'assemblea provinciale del Pd di Rimini, si rivolgeva ai ciellini, invitandoli ad interloquire senza "rivalse personali" e "rancori", per un "confronto sui contenuti" (i progetti per il lungomare) all'insegna di una "collaborazione tra laici, cattolici e riformisti".
Oggi come oggi sappiamo chi sono i cattolici (tutti ed in tutti i partiti), chi sono i riformisti (anche essi tutti o quasi ed in quasi tutti i partiti), ma non troviamo più neppure l'ombra di un laico.

D'altro canto, che cosa potrebbe pensare laicamente un politico sulla sistemazione del lungomare, non sappiamo indovinarlo.

Sappiamo soltanto, a proposito di grandi progetti, che a quarant'anni dalla piscina olimpica al Ponte di Tiberio, qui si torna daccapo vuotandone l'invaso eccetera, mentre della coetanea "monorotaia" sono rimaste soltanto le immagini dei progetti. Anche allora Rimini pensò in grande.

Il segnale di fumo riminese per un "confronto sui contenuti", contiene quel qualcosa di troppo che le nostre nonne riassumevano nella categoria del "si fa ma non si dice". Se si cerca un dialogo con qualcuno che potrebbe desiderare "rivalse personali" per antichi "rancori", gli si fa sapere sottobanco che sono comportamenti non graditi, non lo si scrive sul giornale.

Alberto Cristofano

*****
Il secondo commento è della scrittrice Anna Rosa Balducci:

Non esiste una stampa locale indipendente.Esistono testate che si 'appoggiano' qua e la', orientatissime.
I cosiddetti 'spazi-lettori' sono pagine che talvolta offrono piccole possibilità di espressioni libere giocate in equilibri che le vanificano. Capisco che il criterio della vendita debba essere prioritario per una piccola testata locale, pena la sopravvivenza. Ma la marmellata dell'omologazione, del 'tutto fa brodo' cancella le individualità, i criteri di giudizio, gli spunti creativi e critici, quindi la vita stessa di quel tipo di comunicazione.
E pensare che l'acquisto di un quotidiano locale, al mattino, è un gesto di respiro, di apertura alla città, che si continua a vedere come la propria casa.
Val la pena di sfruttare le fessure o è meglio lasciar perdere?
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Published by antonio montanari - dans Rimini