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7 décembre 2008 7 07 /12 /décembre /2008 17:47
Si sa com'è la vita di provincia. Monotona. Anche perché affollata da molti personaggi che non danno il meglio della loro intelligenza, nonostante si sforzino continuamente. Ed intristiscono loro e gli altri con le loro fissazioni paranoiche di considerarsi i migliori di tutti, gli unici depositari della sapienza, i soli a poter discutere di tutto, e quindi obbligati moralmente a dover dare le pagelle a tutti gli altri.

E' successo proprio ora anche a me di essere "vittima" di questa ipertrofia narcisistica di un qualche tristo cavaliere che, nel fare certi suoi discorsi "dall'alto della cattedra", ha voluto sentenziare su cose che ha dimostrato di non aver compreso, il poveretto.

Dunque. Nel 2004 esce una breve storia di Rimini in cui io scrivo la parte finale, dal 1859 al 2004.
Orbene, anche questo capitolo è accusato di essere uguale (tranne la copertina...) ad un testo classico della storiografia cittadina, uscito a metà Ottocento...

Non si tratta di libera espressione di un pensiero critico, come sostengono i responsabili dell'edizione del volume in cui sono apparse queste pagelle.
E' più semplicemente l'effetto perverso di un eccesso di fatica mentale da parte del poveretto che certi sforzi non li mai potuti digerire... Non è un problema sorto con l'età ma congenito.

Il triste motivo della difesa dell'editore è che a Rimini queste cose succedono perché è popolata di persone invidiose e litigiose.
Agli abitanti della città in cui esiste quell'editore, allora, usando lo stesso tono da derby calcistico, potremmo dire che essi sono semplicemente dei leccatori di piedi in virtù del fatto che da Rimini per pubblicare quelle estreme verità ricevono le somme necessarie.
E si sa come succede in queste cose, si principia dai piedi e si finisce leggermente sopra. De gustibus.

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Published by antonio montanari - dans Rimini
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Alberto Cristofano 12/12/2008 12:02

Le invio il testo di una mia lettera apparsa oggi sul "Corriere di Rimini".Giostre: per piccoli ed adulti Aderisco volentieri all'invito della signora Giovanna: anch'io chiedo alle autorità di Rimini di aiutare la "signora della giostrina" a riprendere la sua attività in piazza Tre Martiri, dopo l'incendio di cui è stata vittima.Il nostro mondo è pieno di giostre, e la più innocente ed amata è stata colpita in questa città che davvero fa preoccupare per i fatti di "nera" che vi avvengono.Nella stessa pagina del "Corriere" in cui è apparso l'11.12 l'invito della signora Giovanna, abbiamo letto un appello al sindaco contro il degrado del centro di Rimini.Mi permetto al proposito di richiamare l'attenzione dei lettori sopra un'intervista rilasciata di recente ad un mensile dal responsabile del settore Cultura del Comune di Rimini, Marcello Di Bella. Illustrando la sua idea di città, egli ne individuava le ragioni della crisi nel fatto che il centro di Rimini è afflitto da due problemi, il "degrado" e "gli anziani".Appartengo alla categoria degli "anziani" che Di Bella vorrebbe sloggiare dal centro per far posto soltanto a "coppie giovani che facciano vita". Mi sono sentito umiliato dal suo discorso.Ecco, il progetto di Di Bella è proprio una di quelle giostre di cui dicevo. Un'altra è stata magnificamente descritta dall'economista concittadino Stefano Zamagni mediante la teoria (molto ottimistica) del passaggio dalla "stagione dei pataca" a quella dei virtuosi. Non so sino a qual punto questa teoria debba un'ispirazione almeno parziale ai testi letterari di Cevoli  e Giacobazzi, i celebri autori di irresistibili brani comici "romagnoli".Sono certo però che l'esemplificazione di Zamagni con la "reductio ad unum" dell'attuale universo riminese alla predominanza della figura del pataca, sia stata forse accolta dalle competenti autorità con lo stesso movimento delle labbra che ci veniva naturale quando il "mattinal purgatorio" all'olio di ricino ci somministrava una dose allora non ancora rettificata dai suoi più fastidiosi sapori.Di grazia, che vuol dire che finora c'è stata la "stagione dei pataca"? Chi come noi teme la nuova barbarie urbanistica, rientra di diritto nella categoria? Da dove nasce la certezza di Zamagni circa il "nuovo ciclo di progresso civile e morale"? Da ispirazione religiosa indubbiamente, perché tutti gli indicatori economici sono, giorno dopo giorno, sempre più pessimistici. Per cui sarebbe utile se il concittadino (e coetaneo per noi) Zamagni spiegasse a noi poveri vecchi che roviniamo persino il centro della città, su quali basi poggi la sua "profezia". Più da cartomante che da economista, se ci permette l'espressione brutale. "Si spieghi meglio...", come ci dicevano a scuola.Alberto CristofanoRimini

Alberto Cristofano 08/12/2008 17:28

Urbanistica a Rimini. Tra barbari e mafiosi
Nella questione del futuro urbanistico di Rimini, è necessario considerare due nuovi aspetti non collaterali. Non legati alla realtà locale, essi sono però connessi strettamente ad essa. Il primo, è la recessione economica che sta influenzando sia i bilanci famigliari sia il mercato immobiliare. Il secondo, è la esplosione della cosiddetta questione morale all'interno del Pd, per cui a livello nazionale (vedi i casi di Napoli e Firenze), emergono aspetti più o meno rilevanti sotto il profilo penale proprio per faccende urbanistiche.
Riusciranno "i nostri eroi" riminesi a portare a casa la loro idea di "nuovo lungomare"? Realizzandola in qualcosa che è oggetto di una serie così fitta di critiche che alla fine, forse, prevarrà il volere dei politici. I quali potranno giustificarsi candidamente, alla faccia delle critiche stesse, con il detto "tanto fumo e niente arrosto".
Ma in democrazia, le critiche a chi amministra o governa, non sono "fumo" od un passatempo dopolavoristico. Soprattutto quando la questione, secondo la vulgata offerta ufficialmente ai riminesi ed avversata da tanti esperti a vario titolo, rischia di sconvolgere in modo irreparabile un patrimonio comune. Su cui la discussione presente degli esperti medesimi ha proiettato ombre che spaventano. Ovvero se i progetti dell'amministrazione passeranno, la zona a mare di Rimini centro sarà "devastata" per sempre. Come se fossero passati i cosiddetti barbari.
Ma, prima di tutto, ci sono i soldi per finanziare quei progetti? O la recessione bloccherà tutto? E perché non se ne discute? Si spera nel riciclaggio mafioso? Da "Repubblica" di Bologna (7.12) s'apprende che per la Riviera adriatica "si è parlato spesso di incontri fra i referenti di Cosa Nostra e della 'Ndrangheta, che gestiscono il riciclaggio di denaro e il mercato degli stupefacenti, e quelli della mala russa e albanese". Anche se mancano le prove di incontri, "una cosa è certa: il crimine organizzato italiano ha investito in modo forte nell'Est e viceversa". Le parole riportate sono del procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Antonio Ingroia, specializzato nel rapporto fra mafia e politica, come precisa il quotidiano romano.Alberto CristofanoRimini