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12 janvier 2009 1 12 /01 /janvier /2009 17:54
Andreotti Andreotti? "Un grande statista del Vaticano", sostiene Francesco Cossiga con Aldo Cazzullo nel "Corriere della Sera" di ieri. Aggiungendo: "La sua vocazione politica è una vocazione religiosa".
Se l'etichetta è fedele al soggetto, lo classifica nel peggiore dei modi. Il Vangelo ammaestra a distinguere tra Cesare e Dio. Andreotti che fa della politica la sua religione, diventa il simbolo di una fusione molto pericolosa per lo Stato.

Cossiga ha approfittato dell'intervista per lanciare una frecciata velenosa contro il pci di Berlinguer e Pecchioli: "E' la prima volta che lo dico", i due andarono da lui al Viminale a bloccare le trattative per liberare Aldo Moro.

Contro il pci Cossiga aveva "già dato". Il 14 novembre 2007, sempre ad Aldo Cazzullo del "Corriere" aveva dichiarato: i comunisti "in mille" sapevano dove era prigioniero Moro. Più che alla Storia italiana, Cossiga pare interessato a piccole vendette romane.


"Ma Andreotti è spiritoso?" ieri si chiedeva una pagina della "Stampa". Secondo Vauro, "l'arroganza messa in mano ad una persona investita di autorità si chiama arroganza" e "piace perché a volte piace anche il cinismo".

Sono d'accordo. Ho già scritto che "il sorriso-ghigno romano alla Giulio Andreotti" esprime il gusto sadico dei potenti.
"Andreotti con la solita battutina presentata quale ricetta capace di risolvere tutti i problemi", avevo aggiunto, "è l'anti-ingenuo per eccellenza".

"Nè comico né simpatico" ha precisato Paolo Villaggio, ma "diabolico".

Ad Andreotti, quel sorriso-ghigno risolveva molte situazioni giornalistiche. Non credo che sia mai stato utile al Paese. Berlusconi dovrebbe ringraziare il "divo Giulio", accettandone la lezione "teatrale": insinuare maliziosi, non proclamare ilari. Il popolo vuol ridere ma non ama a lungo i potenti che ridono. Perché, prima o poi, pensa di essere preso per i fondelli. Qualche politologo moderno o qualche storico antico lo avranno scritto senz'altro.

[12.01.2009, anno IV, post n. 15 (735), © by Antonio Montanari 2009]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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