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26 janvier 2009 1 26 /01 /janvier /2009 18:32
Papistampablog2601 "Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah", è il titolo di un documento del Vaticano del 1998, richiamato oggi da Vito Mancuso nel suo fondo di "Repubblica".

Mancuso tratta del vescovo Richard Williamson, "lefebvriano ora pienamente cattolico grazie alla clemenza di Benedetto XVI". Williamson è un negazionista: cioè sostiene che non sono esistite le camere a gas, e riduce "il numero degli ebrei uccisi a un massimo di 300.000".

Mancuso scrive che negare un crimine "significa commetterlo di nuovo".
Ha ragione. Così come ha ragione Gianni Gennari sulla "Stampa" odierna quando osserva che a Williamson occorre chiedere una "ritrattazione", dandone un segno evidente.

Dietro tutta la vicenda del perdono allo scisma lefebvriano, e dell'insostenibile posizione del riammesso vescovo Williamson, c'è la conferma del tragico significato che le discussioni teologiche finiscono sempre per assumere.

Quelle discussioni non trattano mai di questioni astratte. Ma di problemi calati nella realtà. Da essa nascono, in essa ritornano con tutto il doloroso bagaglio che la storia della Chiesa ha accumulato. Quel bagaglio si chiama di volta in volta scomunica, condanna al rogo, offesa alla dignità dell'uomo.

Quella dignità che dovrebbe essere l'interesse primo di ogni analisi teologica. Per rispettare il divino che c'è in ogni creatura.
La stessa Chiesa ponendosi sul piano della Storia, finisce per essere un concentrato di interessi che riguardando la vita terrena e pertanto sono soltanto "politici".

Scrive Mancuso: "Il Papa ha ritenuto il bene della struttura ecclesiastica superiore al rispetto della verità e della memoria dei morti. È il tipico peccato degli uomini di potere, che per dare forza al proprio stato o partito o azienda sono disposti a calpestare la verità".

Quel "potere" è, come dicevo, simbolo e sintesi della "politica". Altra cosa, tutta all'opposto, è lo spirito evangelico della "rivoluzione" cristiana.
Per questo fatto, politicamente e cristianamente, "Noi ricordiamo".

[26.01.2009, anno IV, post n. 32 (752), © by Antonio Montanari 2009]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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