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28 janvier 2009 3 28 /01 /janvier /2009 17:47
Papa_2009_01_28 La dichiarazione odierna del papa ("No al negazionismo ed al riduzionismo") giunge tardiva rispetto alla questione della riammissione dei lefebvriani.

A parte che la bestemmia del "vescovo" Williamson (secondo il quale non ci sono prove razionali per le camere a gas), non avrebbe mai potuto essere ripetuta da piazza San Pietro. A parte che la questione di questo "vescovo" era da affrontare prima della riammissione della sua "setta". Resta il problema: possono bastare queste parole odierne del papa per chiudere il discorso sul tema?
Credo di no. Il "vescovo" Williamson avrà tutela perché ormai fa parte della gerarchia romana. Né basta la lettera della Fraternità di San Pio X che chiede perdono per le affermazioni del prelato.

La riammissione dei lefebvriani doveva essere condizionata all'accettazione da parte loro del Concilio Vaticano II. E degli atti successivi del papato. Invece, essi hanno ancora la possibilità di restare ancorati alle loro affermazioni folli come questa sulle camere a gas. Nonostante le lettere di scusa. Williamson insiste. Loro fanno una mossa di pura diplomazia burocratica. La fede è qualcosa di molto diverso.

C'è un altro aspetto. I lefebvriani non sono soli. Certi "tradizionalisti" sono più pericolosi di loro perché, non additati come "eretici", godono di stima e, soprattutto, di potere. Questo è il secondo problema sul tappeto.

Ha ragione Hans Kung: l'attuale pontefice "vive nel suo mondo, si è allontanato dagli uomini, e oltre a grandi processioni e pompose cerimonie, non vede più i problemi dei fedeli". Direi, i problemi del mondo contemporaneo.

Tutto ciò ha stretti legami con la vita politica del nostro Paese, condizionata dall'obbedienza al Vaticano che nega la laicità dello Stato. Lo vediamo ogni giorno.


[28.01.2009, anno IV, post n. 34 (754), © by Antonio Montanari 2009] gruppobloggerlastampa

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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