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1 février 2009 7 01 /02 /février /2009 00:01
Dipietro290109 Le molte buone ragioni teoriche di Piero Ostellino sul caso Di Pietro, nel suo "dubbio" settimanale del "Corriere della Sera" (31 gennaio), si scontrano con un dato di fatto ineludibile: che cosa ha veramente detto il leader dell'Idv? E sono fondate le sue osservazioni al capo dello Stato circa il "lodo Alfano"?

Ostellino sostiene che Di Pietro sta raccogliendo sostenitori "in quella stessa parte dell'opinione pubblica che, negli anni Venti, ingrossò, in buona fede, le file del fascismo".

Di Pietro è un nuovo (o soltanto aspirante) Mussolini? Ostellino dice: sì.

Vabbé. Per dimostrare la sua tesi, Ostellino richiama il primato della "Legge", ovvero del Costituzionalismo e della legge "uguale per tutti".
Ma è proprio questo che chiede anche Di Pietro: rispetto della "Legge" uguale per tutti.

Invece, Ostellino accusa Di Pietro di credere "in una società che persegua il Bene", realizzato da "uomini giusti" e inflessibili.
Nessuna simpatia politica per Di Pietro mi guida. Rivolgo alla vicenda soltanto uno sguardo sufficientemente distaccato. Ma consapevole che la formula dell'acqua non cambia se è inquinata. Però cambia la sostanza in sé. Ovvero l'acqua non è più potabile.

Dice Di Pietro: il "lodo Alfano" vìola la Costituzione. (Lo sostiene anche qualche emerito costituzionalista come Antonio Baldassarre.)
Gli risponde Ostellino: sei un fanatico, come quando usavi "la carcerazione preventiva per strappare le confessioni agli inquisiti".

In questo passaggio di Ostellino c'è una fallacia, come dicono i filosofi logici: ovvero Di Pietro se ha sbagliato allora (come magistrato), sbaglia pure adesso (da politico) perché si ritiene un "uomo giusto".

Ostellino attribuisce a Di Pietro argomenti mai ascoltati da lui: ovvero che il presidente della Repubblica si pronunci non tanto sul "vizio di costituzionalità" del "lodo Alfano", quanto per "ragioni morali".
Di Pietro parte dai princìpi della Costituzione per combattere il "lodo Alfano". Che considera una violazione di quegli stessi princìpi.

Non regge il paragone fatto da Ostellino, fra Di Pietro e Robespierre.
Ostellino è troppo colto per ignorare che i contesti storici (qui la rivoluzione francese del 1789, poco sopra quella fascista del 1922), sono un "tutto" essenziale per giudicare una parte lontana da essi, prima di fare dei paragoni fra quegli eventi ed opinioni espresse ai giorni nostri.

Il quale discorso nulla ha che fare con i fatti richiamati da Ostellino. Ovvero i paragoni non sono soltanto (come suol dirsi) antipatici, ma sono del tutto inadatti ad argomentazioni relative a periodi storici lontani da quello in cui viviamo. La storia non si ripete mai.
Figuriamoci se Di Pietro può essere raffigurato come un Mussolini od un Robespierre... Mica siamo ad un ballo in maschera...

La politica 'proposta' da Di Pietro può apparire una "regressione", come sostiene Ostellino. Può sembrare od essere, lo stesso ex pm, un "demagogo". Ma per motivi del tutto estranei alla questione del "lodo Alfano".

Proprio per salvaguardare il primato della "Legge" uguale per tutti, sarebbe utile che i liberali come Ostellino si pronunciassero sul "lodo Alfano". E', sì o no, una violazione del primato della "Legge" uguale per tutti?
Non è possibile menar il can per l'aia. Ostellino sa che ogni azione politica avviene in un quadro in cui le responsabilità sono anche di chi la provoca. O di chi non fa nulla perché essa non abbia effetto.
Perché noi dobbiamo dimenticarci di questi elementari princìpi della storiografia liberale alla quale Ostellino dovrebbe richiamarsi per restare fedele al suo credo politico?

Se Di Pietro è un demagogo, lo era sin dall'inizio o lo è diventato soltanto ora? E poi, come demagogo, di chi fa il gioco? (Chi c'è dietro di lui?) Non sarà che il "morbus arcorianus" contagia pure gli oppositori?

Di Pietro, conclude Ostellino, "incarna la reazione". Ovvero: è peggio di Berlusconi?
Chi ha inventato il "lodo Schifani" in parte riversato in quello Alfano? Berlusconi o Di Pietro?

Stampa28122008post

[01.02.2009, anno IV, post n. 37 (757), © by Antonio Montanari 2009]
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Published by antonio montanari - dans Informazione
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