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13 février 2009 5 13 /02 /février /2009 16:34
Berlus_130209_blog Segnatevi la data odierna, vigilia di San "Va Lentino". Per la prima volta il capo del governo italiano ha dimostrato di aver compreso la gravità della situazione economica. Dichiarandosi preoccupato per una crisi le cui dimensioni "non sono ancora del tutto definite".

Per arrivare a queste conclusioni, Berlusconi ha impiegato sei mesi.

In agosto aveva sentenziato che non ci sarebbe stata "recessione". La parola, scrivemmo qui, circolava invece già nei commenti economici dagli Usa all'Europa.
Il 24 ottobre l'Ocse lanciava l'allarme: la recessione sarà "più ampia a prolungata". Ma lui, non ci credeva.

Soltanto oggi, 13 febbraio, Berlusconi ha compreso che la rogna è grave, con una crisi globale che dipende "anche dai nostri comportamenti".
A novembre aveva invitato gli italiani a "tornare a spendere". Aveva segnalato che la crisi poteva rivelarsi "anche molto profonda". Ma aveva dato la colpa alle "profezie negative che si auto-alimentano", ed  a quell'uccello del malaugurio della sinistra. Da cui era stato creato un "clima di sfiducia generale" attraverso giornali e tv, compresa quella pubblica.

Invece, questo lo aggiungiamo noi, le tv personali del premier illustravano le visite americane di comitive di connazionali che andavano a far spese convenienti a Nuova York. O mostravano cittadini felici che in patria affollavano gioiellerie e profumerie...

Con passo lento e mente ancora meno rapida, il cavaliere arriva soltanto dopo sei mesi ad avere un'idea meno confusa del solito del quadro economico mondiale. Il fatto non ci meraviglia. Ci rattrista, ma soltanto per noi "società civile" che ne paghiamo le conseguenze, che sia circondato da adulatori che non lo tirano sanamente per la giacchetta.
Ma questo è un fatto tipico nelle situazioni politiche in cui un leader assume toni altezzosi con un'arroganza intellettuale che sfocia soltanto nell'offesa agli avversari politici, da lui considerati nemici da estirpare.

Ripetiamo quanto già osservato qui sopra. I fatti gli hanno dato torto, dimostrando che non basta considerarsi monarchi costituzionali per essere veri statisti.

Bonolis_blog_130209 Post scriptum. E' un perfetto ritratto dell'Italia berlusconiana quel Bonolis sanremese che si becca un milione di euro per presentare il festival. E che si giustifica dicendo: per quella roba lì lavoro un anno intero (magari senza ferie pagate...).

[13.02.2009, anno IV, post n. 51 (771), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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