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22 février 2009 7 22 /02 /février /2009 16:40
Blog_22_02_09 Dario Franceschini, è un uomo solo al comando di un partito (che di nome fa democratico), ed avverte a scanso di equivoci: qua comando io. Il che, come prova e dimostrazione di linea politica, non è il massimo. Ma è soltanto quello che può passare il convento. Per ora.

Auguri non soltanto per lui, ma per tutti noi. L'Italia è in mano a persone furbe. A Roma stanno con Berlusconi, in periferia votano per il cosiddetto "centro-sinistra".
I grandi giornali non hanno mai fatto il censimento delle città dove questo incesto politico ha avuto ampia soddisfazione. E' bello sapere tutto dei pettegolezzi divertenti su questo o quel personaggio. Ma a che serve questa forma d'informazione?

Una volta tanto che un grande giornale come "Repubblica" decise di fare un'inchiesta sui "padroni delle città", e mandò uno dei suoi migliori inviati (che poi ne ricavò un libro applaudito), che cosa saltò fuori per esempio di Rimini?
Che nella città costiera "non c'è il mare", nel senso che nessuno ne avverte la presenza, quando tutta l'industria  alberghiera vive bene o male sul gioco delle onde. Perché i nottambuli del "divertimentificio" assurto a categoria dello spirito ed a brevetto ideologico, mordono e fuggono. Tutt'al più lasciando un po' di soldi alla Stradale o ai Carabinieri durante i controlli contro alcool e droga (mercato fiorente)...

E ciliegina sulla torta della grande inchiesta della grande firma, una serie di geniali affermazioni riprese pari pari (senza citarne l'autore) da un piccolo testo di un giornalista scomparso, oltretutto marito della corrispondente locale del quotidiano. Testo gustoso per quei paradossi che soltanto gli indigeni possono comprendere, ma mille miglia lontano dalle questioni politiche.

Riassumibili in breve nel fatto che se la giunta di centro-sinistra ha vinto nel 2006, è perché allora Forza Italia le cedette quasi un 50% dei propri voti.
Ripropongo quanto già scritto: Rimini è una "città nella quale la speculazione edilizia è diventata un fenomeno politico incontrastato per un patto non tanto segreto di spartizione della torta. Per cui se qualcuno osa impostare una campagna giornalistica contro, ci rimette il posto. È successo. Era prevedibile. Non ha turbato nessuno. Anzi. Immaginiamo i commenti. Hai visto quello venuto da fuori, chissà chi credeva di essere. E dietro sta un compromesso politico per nulla segreto, con due assessori all'edilizia defenestrati perché contrari al troppo cemento, e poi un bel risultato elettorale. Comunali 2006. Forza Italia perde il 52,13% dei voti, mentre AN sale del 16,26. Una fetta del Polo vota per il Centro-sinistra. Segno che con la sua precedente amministrazione il Centro-destra (od almeno una sua parte) non se l'era poi passata così male. Luglio 2006. L’ex candidato sindaco del Polo decide di non votare contro la giunta ma di astenersi sulle linee programmatiche del governo cittadino".

Dietro la crisi del Pd ci stanno fatti come questi, non è questione di Bersani o D'Alema. Fatti che le cronache nazionali non raccontano. In quella giunta un assessore, poi divenuto onorevole del Pd, dichiarò: "Non sono mai stata iscritta né vicina ad alcun partito". Precisando di non essersi voluta interrogare "sul centro-destra o sul centro-sinistra". Anche questo è il "modello Rimini".

Lo scorso luglio riproposi quei fatti locali, quando Umberto Eco avvertì che la nostra democrazia era in pericolo ("Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia").  Aggiunsi: "Non si può governare l'Italia dei paesi e delle città in un modo, e poi da Roma sbaraccare tutto con un'opposizione ferrea e non arrendevole".

Forse è arrivato il momento in cui i cambiamenti romani provocheranno anche cambiamenti locali. S'intravede già una folta corsa verso il grande centro con Casini.
Lo scrivo da tempo, che Casini è il grande candidato del Vaticano alla guida dell'Italia.
Nel febbraio 2008, il direttore di "Avvenire" aveva benedetto ufficiosamente l'avventura dell'ex dc bolognese:  "A me pare che sia interesse dei cattolici, e che possa essere interesse anche dello stesso Polo, che sia salvaguardata la persistenza di un partito che fa direttamente riferimento alla dottrina sociale cristiana".

Lo scorso giorno 8 febbraio 2009 ho ribadito: "Equilibrista, Casini aspetta il passo falso di Berlusconi per accreditarsi come candidato del Vaticano alla guida dell'Italia". Siamo forse alla svolta decisiva. Il 17 scorso la sen. Paola Binetti ha minacciato di lasciare il partito perché il collega chirurgo Ignazio Marino avrebbe aperto all'eutanasia.

Non sarà colpa neppure di Franceschini se il Pd gli esploderà tra i piedi. Neppure lui, nonostante le buone intenzioni riuscirà dove non è riuscito Veltroni.
Fa bene, Franceschini, a rievocare la Resistenza, ed a rilanciare la questione delle origini della democrazia italiana. E della nostra Costituzione per nulla bolscevica.
Ma ormai la "grande corsa verso il centro" non ammette due galli nel pollaio. Uno si chiama Casini ed ha la benedizione d'Oltretevere. Franceschini è soltanto un volenteroso cattolico che viene dall'Emilia rossa. Più simbolo di un amarcord politico che pilota della nuova (?) fase del Pd.

[22.02.2009, anno IV, post n. 60 (780), © by Antonio Montanari 2009. Mail]

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Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans Informazione
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