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24 mars 2009 2 24 /03 /mars /2009 17:07
Bagnasco Non c'era nulla di evangelico nella frase pronunciata dall'eminenza Bagnasco relativa alle critiche indirizzate di recente al papa. Spiace constatarlo nel leggere che il cardinale ha detto: "Non accetteremo...". Ebbene, che cosa seguirà alla "minaccia" proferita?

Sinora l'unico effetto registrato è stato (non poteva essere diversamente) quello di una lettera al porporato da parte del presidente emerito della Repubblica italiana Francesco Cossiga. In cui le parole dell'eminenza sono definite "coraggiose".

Ovviamente non ci vuole molto coraggio a sedere in alto ed a promettere le fiamme dell'inferno a chi non si adegua agli ordini della Chiesa.
Il dito alzato del cardinale, un po' come quello dell'on. Capezzone che vuole insegnare all'opposizione il mestiere, poteva essere sostituito da qualcosa di più fraterno e cordiale. Non diciamo una strizzatina d'occhi, ma l'affettuosa carezza anziché il ceffone rifilato algidamente in un consesso ufficiale. Con quella "ira" finita in un titolo de "La Stampa" di stamani.

Ci sentiamo di condividere quanto stamani ha scritto sulla "Stampa" Arrigo Levi: "Senza una buona dose di relativismo gli eretici continuerebbero ad essere bruciati e i nemici politici ghigliottinati o mandati nei lager".
E di sottolineare le parole di Stefano Rodotà apparse oggi nell'editoriale di "Repubblica": "Siamo ad una prova di forza, alla volontà vaticana di sottomettere il Parlamento" italiano con una legge sul testamento biologico che è "un ammasso di incostituzionalità, di regressioni normative, di piccoli deliri burocratici e linguistici".

Quel "Non accetteremo..." l'ho trovato sulla "Stampa" ma non sul "Corrierone". Dove però un'impietosa immagine fotografica mostra l'eminentessimo come stesse digrignando i denti.
Scherzo da preti, verrebbe da pensare se l'argomento non fosse tremendamente serio. Perché oltretutto si stanno cambiando le carte in tavola.

Il papa (mica i politici) aveva prima accusato la Curia di non essersi accorta delle gravissime posizioni negazioniste di Williamson. Poi in Africa ha detto che i preservativi non evitano il diffondersi dell'Aids. Anzi, "persino aggravano il problema".
Essendo il problema pratico, medico e scientifico, è lecito dissentire dal pontefice? Bagnasco dice di no, e per il futuro "minaccia" con un "Non accetteremo...".
Non vogliamo buttarla in politica, seguendo Cossiga, ma restiamo sul terreno religioso: è, ripetiamo la domanda, un modo evangelico di discutere la questione?

A proposito delle parole di Arrigo Levi ("Senza una buona dose di relativismo gli eretici continuerebbero ad essere bruciati..."), un ricordo storico.

Il 6 luglio 1415 al concilio di Costanza è bruciato vivo Giovanni Huss, seguace di Wycliff e capo di una rivolta autonomistica in Boemia che impensieriva l'imperatore Sigismondo. Huss era stato invitato con un salvacondotto dell'imperatore stesso. Fu attirato nella trappola dai padri conciliari che, non paghi del rogo su cui era stato giustiziato, fecero riesumare le sue ceneri per disperderle al vento come ultimo oltraggio.

Chi ha nostalgia di quei tempi e di quei saggi imperatori che appoggiavano la Chiesa con lo stesso entusiasmo di gran parte dei politici italiani dei nostri giorni?

[24.03.2009, anno IV, post n. 88 (808), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]


[Tutti i post di questo blog sono "DOG" = "Documentazione di originalità garantita" dal "Consorzio invenzione produzione e consumo informazioni originalmente prodotte", in sigla: Cip&Ciop.]


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