Overblog Suivre ce blog
Editer l'article Administration Créer mon blog

Présentation

  • : Notizie dall'Italia
  • Notizie dall'Italia
  • : Storie, fatti e commenti a cura di Antonio Montanari
  • Contact

Giorno per giorno

Recherche

Archives

29 mars 2009 7 29 /03 /mars /2009 16:41
Blog_pdl-29_03_2009 Un pensiero di Indro Montanelli del 1972: il clero italiano "concepisce il fedele come un minorato da difendere contro il peccato e la tentazione con metodi paternalistici e autoritari".

Un testo di stamani. Nell'editoriale di Adriano Prosperi su "Repubblica" leggiamo a proposito della questione del testamento biologico: "Abbiamo visto all'opera un'alleanza tra l'integralismo di una chiesa che irrompe senza mediazioni sulla scena del potere e l'opportunismo politico".

Dal 1972 al 2009 le cose sono dunque peggiorante, circa la questione della laicità dello Stato. Oggi c'è quella che Prosperi chiama "una nuova Controriforma". C'è un regime clerico-totalitario.

Sulla "Stampa" di ieri una nota di Filippo Di Giacomo, defilata (è apparsa a pagina 32, però meritava la prima) ma fondamentale, ha dimostrato che "Quella legge non è cattolica", come dice il titolo.
Carte alla mano, Di Giacomo spiega che "il Magistero insegna ai fedeli che è lecito" interrompere "terapie rischiose e dolorose". Che la Chiesa insegna: "è lecito in coscienza prendere la decisione di rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita".

"Avvenire" ha ringraziato il governo con un titolo strano, quasi irrispettoso verso i drammi legati al testamento biologico, "Troppa grazia".

L'on. Fini, presidente della Camera, ha difeso in proposito i diritti dello Stato laico di dettare le proprie norme senza dover sottostare ai diktat ecclesiastici. D'accordo con lui ("anche sul testamento biologico"), si è detto il capo del governo. Ribadendo di essere da sempre un sostenitore della libertà di coscienza (!).

Stefano Folli nell'editoriale del "Sole-24 Ore" ci spiega che non c'è nessun dualismo tra Fini e Berlusconi. Ha ragione. Il dualismo, lo sdoppiamento è nello stesso cavaliere, che dà ragione a Fini e dà ragione anche alla Chiesa.

Folli constata giustamente che "la visione laica" di Fini "contraddice tutto quanto è stato fatto in Parlamento (o meglio, a Palazzo Madama) con il pieno avallo del presidente del Consiglio e degli organi di maggioranza".

Folli è costretto ad ammettere che "qui la polemica affiora ed è aspra", perché "si vuole una maggiore autonomia della politica dalla Chiesa e dalla morale politica". L'esercizio di alta acrobazia retorica dell'illustre commentatore chiude il circolo contraddicendosi, perché la conclusione sulla polemica aspra sta all'opposto della premessa che nega ogni dualismo tra Fini e Berlusconi.

Folli deve pure ammettere in un altro passaggio che i due offrono visioni del Paese e delle istituzioni molto diverse fra loro. Dunque? Sono agli antipodi, ma non c'è dualismo?

Ernesto Galli Della Loggia ha oggi perso un po' le staffe parlando di Berlusconi, nell'editoriale del "Corrierone". Lo ha definito "tutto immerso, biograficamente e culturalmente, nella prima Repubblica", per aver impostato la linea del nuovo partito nella lotta alla sinistra identificata con il comunismo.

Non gli dà apertamente dell'ignorante in materia storica, scrive con elegante fermezza che il cavaliere ignora tutte le variabili della sinistra, la tradizione socialista-riformista e quella laico-democratica. Tutto ciò per il cavaliere è uno scoglio contro cui rischia di naufragare, conclude il commentatore.

La morale della favola ci aiuta a tirarla fuori Marcello Veneziani che alla "Stampa" ha confidato una terribile battuta: PdL non significa altro che partito del leader.

Blog_pdl_carfagna Un leader che ripete da sempre le stesse cose plagiando giovani coscienze come quella dell'on. ministro Maria Rosaria Carfagna. La quale attribuisce inutilmente al premier "il grande merito di aver sconfitto la cultura cattocominista e gramsciana".

Silvio è così ripetitivo e dogmatico nelle sue affermazioni da apparire come l'immagine speculare e sbiadita del vecchio Palmiro. Ci spiace per la signorina Carfagna: crescendo, se ne accorgerà.

Come si è accorto di non essere finito in una buona compagnia Giorgio La Malfa che alla "Stampa" di stamani ha confessato di essere in attesa "che si possa riportare il partito repubblicano in un alveo di sinistra".

Deve avergli tirato le orecchie in sogno suo padre Ugo, suggerendogli pure la constatazione che il federalismo o creerà nuove ingiustizie o farà aumentare le tasse.

Non sappiamo a chi rivolgerci affinché appaia in sogno anche alla ministra Carfagna per spiegare che il suo Silvio è una copia conforme proprio dell'antico segretario del Pci, che ripeteva sempre le stesse cose, con la medesima arroganza e visione dogmatica della Storia.

[29.03.2009, anno IV, post n. 92 (812), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]


[Tutti i post di questo blog sono "DOG" = "Documentazione di originalità garantita" dal "Consorzio invenzione produzione e consumo informazioni originalmente prodotte", in sigla: Cip&Ciop.]


Sorriso
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
gruppobloggerlastampa

Sitemeter
Taggatore

Partager cet article

Repost 0
Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
commenter cet article

commentaires