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30 mars 2009 1 30 /03 /mars /2009 18:00
Blog_debortoli_300309 Ferruccio De Bortoli ritorna da vincitore a guidare quel "Corrierone" da cui si era dimesso nel maggio di sei anni fa, per colpa di Berlusconi. Michele Diodati, sul giornale inglese "The Indipendent", aveva scritto che  due avvocati del capo del governo avevano "citato in giudizio De Bortoli per uno dei suoi editoriali, accusandolo di diffamazione".

A far traboccare il vaso governativo, secondo Diodati, era stato l'editoriale di Giovanni Sartori  dl 15 maggio 2003 ("Un premier i suoi fantasmi") scritto a commento di una frase del cavaliere ("Non sarà permesso a nessuno che è stato un comunista di andare al potere"). Sartori aveva osservato: "Queste cose le diceva Mussolini. Lei non ha nessun motivo di aver paura. Io sì".

Aveva ironizzato poche righe prima: "...se Berlusconi può dormire placidamente tra quattro guanciali, chi non riesce più a dormire tranquillo sono io. Di notte oramai giro armato temendo di imbattermi in qualche comunista che mi mangia scambiandomi per un bambino"

Sartori commentò così il cambio della guardia: "Anche se l'assedio del potere diventava sempre più pressante, con me Ferruccio de Bortoli non si è mai lamentato. Le lamentele su di me se le prendeva lui. Io più o meno le sapevo; ma de Bortoli non me le ha mai passate. Tengo molto a dargli atto della sua eleganza e fermezza nel proteggermi".

Il ritorno di De Bortoli in via Solferino, forse significa qualcosa nel contesto politico di questi giorni.

Ecco integralmente l'articolo di Giovanni Sartori del 15 maggio 2003, dal "Corriere della Sera".

UN PREMIER I SUOI FANTASMI

Fassino sostiene che Berlusconi si sta comportando da disperato. Disperato di che? Disperato perché? Forse intende dire che è afflitto da un complesso di persecuzione, da una paranoia alla Nixon (ai tempi del Watergate). Se così fosse ci sarebbe poco da fare. I complessi di persecuzione non si curano, purtroppo, con i fervorini, con la moral suasion, con gli inviti alla calma. Preferisco sperare, allora, che Berlusconi sia «razionale» nelle sue paure, e quindi che se ne possa ragionare. Il Cavaliere si ritiene minacciato. Da chi? In verità il solo che lo minaccia apertamente ogni settimana è Bossi. Ma Berlusconi le somme le sa fare; e quindi sa benissimo che Bossi non ha i numeri per farlo cadere. La pistola leghista è una pistola scarica. L'altro giorno Berlusconi ha raccontato che il suo primo governo è caduto per colpa dell'avviso di garanzia che gli venne malvagiamente recapitato a Napoli. Non è così. Ma il suo ricordare male rivela che il Cavaliere ha «rimosso» il fattore Bossi dalle sue paure. Lo sgambetto del Senatur e la sua versione del fattaccio (che Berlusconi gli stava comprando i parlamentari) sono cose dimenticate. La paura che fa inferocire Berlusconi è invece quella della magistratura. Qui il Cavaliere vede rosso e vede ovunque toghe rosse. Secondo lui la magistratura (descritta come una «criminalità giudiziaria») medita di rovesciarlo, è una magistratura «golpista». Sarà. Io non dispongo di servizi segreti. Ma il segreto da spiegare è come la magistratura possa far cadere il Cavaliere dal suo cavallo. Berlusconi è un pluri-indiziato da quasi un decennio. E da quasi un decennio la sua carriera politica sopravvive benissimo ai processi che la dovrebbero danneggiare. Fa la vittima, si dichiara perseguitato, e gli italiani sono di buon cuore. Uno su due simpatizza con lui. Anche perché gli italiani non si sentono ben serviti dalla loro giustizia, che è lentissima, troppo arzigogolosa, troppo «casta» e anche, purtroppo, troppo politicizzata. Così a molti italiani non dispiace che venga trattata a pesci in faccia. Voltaire scriveva che se Dio non esistesse andrebbe inventato. Berlusconi lo potrebbe parafrasare. La persecuzione giudiziaria è una invenzione che gli fa comodo. Comunque sia, negli ultimi due anni il Cavaliere si è ulteriormente protetto con una serie di leggine che esibiscono tutte quante o la fotografia sua o quella di Previti. Dal processo nel quale Previti è stato condannato (in primo grado, con altri due gradi di salvaguardia) Berlusconi si è già salvato con la prescrizione. Ed ha già trovato il modo di rinviare sine die, o fino a un'altra prescrizione, il processo nel quale è ancora coinvolto, il processo Sme. Presentandosi spontaneamente a Milano il Cavaliere ha innescato il meccanismo dei legittimi impedimenti a catena. Così salteranno udienze su udienze fino all'inizio del 2004, quando dovrà essere formato un nuovo collegio giudicante e tutto il processo dovrà ricominciare da zero. Il verdetto definitivo del processo Sme non ci sarà mai. Dunque niente paura, Cavaliere. La magistratura non ha modo di «golpizzarla». Però se Berlusconi può dormire placidamente tra quattro guanciali, chi non riesce più a dormire tranquillo sono io. Di notte oramai giro armato temendo di imbattermi in qualche comunista che mi mangia scambiandomi per un bambino. E poi Lei ha dichiarato, signor Presidente del Consiglio, che «non sarà consentito a chi è stato comunista di andare al potere». Queste cose le diceva Mussolini. Lei non ha nessun motivo di aver paura. Io sì.

[30.03.2009, anno IV, post n. 94 (814), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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