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10 avril 2009 5 10 /04 /avril /2009 16:02
Blog_casini_10_04_09 Se tre indizi fanno una prova, tre coincidenze equivalgono ad un piano strategico? Chissà. Meritano comunque un pensierino, e che  le prendiamo in seria considerazione. In puro ordine alfabetico.

Casini, nel senso di Pier Ferdinando, sulla "Stampa" scrive oggi un manifesto del moderatismo piglia-tutto. Ovvero sia a destra sia a sinistra rispetto a quel centro in cui si colloca con assoluta coerenza. Ma non senza qualche pesante responsabilità, come da pubblico mea culpa contenuto nello stesso articolo.

Casini parla dei "diversi errori" compiuti dall'Udc operando nel sistema attuale del bipartitismo che ha portato al trionfo del populismo di Berlusconi. E che avrebbe potuto essere pure il populismo di un leader del Pd, se questo partito lo avesse potuto partorire, secondo l'interpretazione offerta da Luca Ricolfi sempre sulla "Stampa" il 6 aprile.

Ferruccio De Bortoli debutta al timore del "Corriere della Sera" con un altro manifesto del moderatismo: "Noi siamo dei moderati, sottolineo moderati".

Anche De Bortoli critica il populismo di Berlusconi, pure se non usa questo termine. Come direttore di un (grande) giornale prende la questione sotto l'aspetto tecnico, ma ovviamente senza rinvio esplicitamente politico.

Scrive infatti: "Molti confondono l'informazione con la comunicazione di parte o la considerano la prosecuzione della pubblicità con altri mezzi". Bella ed interessante questa frase che richiama direttamente, per rifiutarla, la concezione della vita politica che è tipicamente berlusconiana.
A questa concezione De Bortoli rimanda ancora in un altro punto: "Con i cantori a pagamento e gli spin doctors improvvisati non si va da nessuna parte".

Coincidenza numero tre, non di certo casuale se rimanda anch'essa al "Corriere della Sera" ed all'anticipazione di un libro di Enrico Letta. Intitolata: "Il Pd sembra il Pci, guardiamo ai moderati".

Enrico Letta dichiara che "questo bipolarismo è finito". E che anche il Pd passerà in archivio, "condannato alla sconfitta".
Letta riconosce i meriti di Prodi ma denuncia che nel centrosinistra, da tre lustri, si avverte "la vergogna di parlare ai moderati".

Da oggi quella vergogna è destinata a scomparire? Sembra di sì, al lettore ignaro di retroscena reali, e suggestionabile soltanto attraverso queste "coincidenze moderate".
Che non sono "moderate coincidenze", anzi molto forti. Il capo carismatico sarà Casini. Letta farà il traghettatore  dal Pd verso il nuovo partito. Per maestro del cerimoniale dell'informazione, il ruolo più importante, si propone il "Corriere" di De Bortoli.

Se "questo bipolarismo è finito", non soltanto terminerà il regno di Silvio da Arcore, ma pure comincerà la processione di quanti da destra e da sinistra (si fa per dire, sinistra) dovranno essere salvati nell'onorata carriera parlamentare. Chi avrà il coraggio di negare un posto in lista alle prossime lezioni per il partito di Casini? E soprattutto ci sarà stato nel frattempo il coraggio di cambiare la legge elettorale?

Perché altrimenti tra qualche anno saremmo nelle stesse identiche condizioni di oggi. Qualcun altro, più centrista di Casini (impresa non improba), gli potrebbe rimproverare di essere il solito populista.

[10.04.2009, anno IV, post n. 107 (827), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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