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20 avril 2009 1 20 /04 /avril /2009 16:32
Ciuffoli_libro Le "Scelte vincenti" (FrancoAngeli ed.) di Fabio Ciuffoli non sono un romanzo rosa, ma un trattato. Per non rendere antipatico il libro, non lo dovrei definire di calcolo matematico: ovvero (suggerisce il sottotitolo) "Come prendere decisioni corrette valutando rischi e probabilità".

Ovviamente la parte centrale del lavoro è quello che riguarda la nascita del calcolo delle probabilità stesse. Si legga al proposito il paragrafo che tocca l'argomento.
E dove si presenta la figura di Biagio Pascal, interrogato da un nobile frequentatore del tavolo verde (con non troppa fortuna se dovette ricorrere alle teorie di un filosofo). Che fu anche l'inventore della prima macchina calcolatrice.

L'argomento è serio, riguarda le "decisioni corrette" da prendere considerando aspetti positivi e negativi che ne possono sortire.

Ciuffoli non è nuovo a queste imprese editoriali ispirate alla logica. Già in “Problem solving con creatività” (2001) ci aveva spiegato che per saper pensare, bisogna capire i problemi, cioè vederne esattamente i termini.

Ciuffoli sa ben costruire gli itinerari logici che poi esamina nelle singole parti dei suoi volumi.
Potremmo aggiungere alla teoria che si snoda nelle 180 pagine del lavoro, una timidissima osservazione che non è una divagazione, ma una constatazione terribilmente attuale.

Se la maggior parte delle persone che si sono fatte fregare in questi anni da certi investimenti finanziari ben noti per i danni arrecati all'economia mondiale, avesse avuto come punto di partenza la consapevolezza di cui Ciuffoli tratta, ovvero il confronto tra rischi e probabilità per prendere "decisioni corrette", allora non avremmo avuto certe costanti terrificanti del comportamento collettivo. Come quella di chi per fare 2.500 euro di spese si indebitava con la carta di credito per 2.800 di interessi, arrivando ad un totale di 5.300 euro da rimborsare a quote annuali di 600 euro, ovvero in quasi nove anni...

Ciuffoli scrive bene, costruisce le argomentazioni con la necessaria ironia, come dimostra l'inserimento di certe citazioni irriverenti ad inizio di capitolo. Si veda quella di Daniele Luttazzi, santarcangiolese di nascita, riminese di tirocinio giornalistico, che dimostra come nel momento in cui la gente deve "calcolare" cerca invece la scorciatoia della furbizia. Siamo ad un mercato arabo. L'italiano in visita chiede il prezzo di due cuscini. 100 dollari. Uno solo, quanto costa? Risposta: sessanta. Il turista (velocissimo: 100-60=40) chiede "quell'altro cuscino". Illudendosi appunto di pagarlo 40 e non 60... E' un paradosso che introduce al capitolo della "scelta razionale".

La crisi economica mondiale forse è dovuta anche alla mancanza di queste scelte "razionali". Ma fino a che punto gli uomini amano farsi guidare dalla ragione? (Per gli animali parliamo soltanto di istinto, ma è un errore, nei nostri discorsi comuni. Anche gli animali hanno una logica ben precisa, le loro teorie sono complesse ed elementari assieme, sanno organizzarsi, costruirsi una società, un gruppo, una missione. E poi soprattutto non guardano telegiornali e non hanno commentatori economici fra di loro... Forse per questo si salvano. Se non interviene l'Uomo.)
© Antonio Montanari
Riproduzione riservata

Ripubblico l’articolo del 2001 sul primo libro edito da Fabio Ciuffoli.
Fonte: "il Rimino" e "Riministoria".

Pensar «bene», con poca fatica
Un manuale del riminese prof. Fabio Ciuffoli


Fabio Ciuffoli ha scritto un bel libro sui problemi della conoscenza, “Problem solving con creatività”. Mezzo secolo fa lo avrebbe intitolato, forse, “Logica pratica". Oggi invece usa una formula inglese, attirandoci nell'atmosfera di studi pragmatici che caratterizza la cultura nordamericana sulla scia di quella inglese. Il volume (186 pp., Francoangeli di Milano, euro 14,46), ha tutte le caratteristiche grafiche e concettuali per porsi come un utile manuale al “pensare correttamente”.
Per saper pensare, bisogna capire i problemi, cioè vederne esattamente i termini: «Attraverso la revisione degli orizzonti percettivi, cioè l’ampliamento del proprio modo di vedere la realtà, si possono superare quelle abitudini mentali che, in molti casi, sono un ostacolo alla soluzione del problema», spiega Ciuffoli (che conosco da vari anni, essendo noi stati colleghi all'istituto Valturio). «Un problema è possibile tentare di affrontarlo da più parti, da più punti di vista, per arrivare alla via corretta».
L'esempio che Ciuffoli fa è quello delle illusioni ottiche: osservandole attentamente, è possibile «cogliere l’attimo in cui avviene il passaggio da un’immagine ad un’altra». E la prima figura del libro è un classico di queste illusioni ottiche: se la guardate partendo da sinistra vedete una bella signora, da destra appare invece una befana classica.
Serve tutto ciò anche nella scuola? «In molti casi il problem solving ha permesso a più di uno studente di superare qualche difficoltà legata alle varie materie scolastiche. Risolvere problemi è un’abilità di tipo trasversale che rivela predisposizioni potenziali sulle quali poter dare credito ad un ragazzo. In molti casi, la fiducia prestata ha dato risultati positivi producendo grande soddisfazione sia per i ragazzi che per me. E’ sempre emozionante vedere crescere le competenze di uno studente, vederlo acquisire sicurezza ad esempio nell’esprimersi in una lingua straniera o nell’applicazione della matematica ai problemi aziendali».
Ciuffoli, che è nato a Morciano nel 1956, mi spiega anche il significato che ha avuto nella stesura del volume la sua attività di insegnante: «Il libro è il risultato dell’esperienza maturata in oltre un decennio di lavoro nelle scuole superiori e nei corsi di formazione post diploma; posso dire che ha preso forma via, via, nelle aule scolastiche. Agli inizi erano idee appuntate su fogli dattiloscritti. Poi, arricchite dalle osservazioni e dagli interventi degli stessi studenti, sono diventate una “dispensa” per un corso sperimentale sulle Discipline della Comunicazione, ed infine sono arrivato alla stesura del volume. Ma credo che in fondo il libro sia, da un lato uno strumento utile per migliorarsi, ma anche il risultato di un percorso che mi ha portato ad incontrare persone e a cui devo impegno ed emozioni».
Ciuffoli scrive e si spiega bene, quindi il suo manuale ha la necessaria vivacità e tensione per illustrare il percorso da compiere. Se lo mostrate a qualche sputansentenze, vi dirà: ma questi sono giochetti da Settimana enigmistica. Risposta: quando quarant’anni fa sostenni il secondo esame di Filosofia teoretica (con il prof. Enzo Melandri, che subentrava facendoci respirare ad una pedante docente che capiva tutto lui), dovetti affrontare un affascinante trattato di «Introduzione alla logica». Era l’Irving Copi, edito dal Mulino (grazie al quale Mulino potemmo noi, ignorantelli di provincia non marxisti, conoscere qualcosa della cultura mondiale più aggiornata). Il Copi iniziava con «Esercizi di ragionamento» che sono gli stessi di Ciuffoli (e della Settimana enigmistica).
Non per nulla il cap. 6 del libro di Ciuffoli (l’ultimo!) s’intitola «Logica, creatività e problem solving». Dove il valore della creatività viene sottolineato come merita. Nella Scienza c’è sempre un’attività prelogica, l’intuizione o la lampadina che si accende, e poi la logica scende in campo ad approvare oppure a cancellare il tutto.
© Antonio Montanari
Riproduzione riservata

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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