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22 avril 2009 3 22 /04 /avril /2009 10:08
Ciampi_blog_220409 Non dimenticare", dev'essere il nostro impegno, ha detto Carlo Azeglio Ciampi al "Corriere della Sera" di oggi, riferendosi alla celebrazione del 25 aprile.

"Non dimenticare" significa ricordare che la lotta contro il nazifascismo fu lotta armata (non disputa da bar come succede oggi da parte del premier o di alcuni ministri del suo governo).

Lotta armata che vide scendere in campo, aggiunge Ciampi, cattolici, comunisti, socialisti, liberali, monarchici che "abbracciarono valori differenti" ma battendosi "per lo stesso obiettivo".

Questo il governo in carica deve comprendere, l'obiettivo fu unico, sconfiggere i nazisti ed i fascisti della "repubblichina". Obiettivo da raggiungere assieme ai nuovi alleati.

All'obiettivo unico che vide forze divergenti unirsi per realizzare la democrazia in Italia dopo la dittatura fascista, sacrificarono le loro vite giovani in armi con le stellette del Regno, giovani "banditi" delle singole formazioni partigiane e tanti, tanti soldati delle truppe alleate. I loro cimiteri di guerra sono lì per tutti noi, a testimonianza di un passato che non deve passare, perché dobbiamo ricordare il loro sacrificio.

I comandanti alleati sapevano che noi avevamo firmato l'armistizio l'8 settembre, ma non avevamo voluto pubblicarlo subito.
Da allora ad oggi le diplomazie internazionali ricordano quelle "titubanze" (per usare un eufemismo), ed il tradimento del sovrano compiuto con la fuga da Roma così come lo aveva compiuto dando il potere a Mussolini dopo la "marcia" del 1922.

All'unico obiettivo che ebbero forze politicamente divergenti, oggi si tenta di sostituire un "pensiero unico" ossessionato dalle parole del premier: non lasciare il 25 aprile alla sinistra.
Una sinistra che oggi non c'è, una sinistra che non è tutta l'opposizione, mentre molti uomini di sinistra del tempo che fu come i repubblicani, sono finiti tra le fila del cavaliere.

Le polemiche passano con il loro carico di ridicolo se sono condotte senza un minimo di logica nel rispetto della Storia.
Ascoltiamo ancora una volta un testimone del tempo come Ciampi. Che da capo dello Stato rifiutò di istituire "una nuova onorificenza per i combattenti di ambo le parti": "Il giudizio storico su Salò non può dimenticare che quell'avventura appoggiò la causa del nazismo".

Qui sta il problema, Fini lo ha compreso da tempo, come dice anche Ciampi. Berlusconi no. Perché si fa ossessionare dal fantasma di un comunismo che considera categoria politica sotto il cui manto vede ricoverati tutti quanti non la pensano come lui.

E' un pericoloso atteggiamento maniacale, pericoloso proprio sotto il profilo politico, perché non favorisce la discussione storiografica seria, ma soltanto il vuoto mentale. Mentre la democrazia richiede che i cittadini abbiano seria consapevolezza dei problemi che deve affrontare ogni giorno la società di cui fanno parte e che è il prodotto collettivo delle loro scelte individuali.

[22.04.2009, anno IV, post n. 116 (836), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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