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4 mai 2009 1 04 /05 /mai /2009 14:12
Larioberlusconi Nelle ultime ore Silvio Berlusconi è diventato il più illuminante simbolo morale di quell'educazione ecclesiastica (per fortuna non sempre prevalente) che insegna più a diffidare del prossimo che a dubitare di se stessi.

La sua vicenda sentimentale ha mosso i direttori di "Stampa" e "Corriere" ad intervistarlo. Come un fiume in piena, il cavaliere ha accusato la consorte, il mondo dell'informazione, e pure quella politica-spettacolo che lui stesso ha creato felicemente dal nulla. E che gli aveva sinora garantito un solido, brillante successo. Soltanto adesso incrinato dalle storielle circa le veline da candidare alle elezioni europee.

Storielle che SB respinge con sdegno addebitandole alla consorte. Ma partorite, con quel genio perfido che anima soltanto i colleghi di partito, dall'amico presidente della Camera. Al quale fa capo la fondazione "Fare Futuro" sul cui sito sono apparse le storielle riprese poi dalla signora Miriam Bartolini.

La signora spera, come oggi riferisce la sua biografa ufficiale Maria Latella sul "Corrierone", di essere presto dimenticata da quanti, in casa e nel partito di casa, usano la "scemenza" di considerarla "manovrata dalla sinistra".

L'accusa che le rivolgono è dovuta non soltanto a quella educazione cattolica che spinge a diffidare del prossimo (anche il più vicino). Ma pure ad una concezione padronale per cui ogni persona in famiglia deve "usare" soltanto le idee di chi comanda. Del marito in questo caso.

Nella società attuale, "chi comanda" è soltanto il portatore inutile e spesso patetico di vecchie concezioni mandate in soffitta dallo "spirito del tempo". Come dimostra questa vicenda, nelle versione patetica che il cavaliere ci offre.

Lui, il marito ripudiato in maniera brusca ed a male parole, si ribella. Accusa la moglie di avergli giocato per la terza volta durante una campagna elettorale, "uno scherzo di questo tipo", cadendo nella trappola di una "criminalità mediatica".

Di cui lei sarebbe più vittima di lui. Ma lei non cede. Scrive Maria Latella: "Alle amiche racconta che l'Italia del momento è uno specchio che riflette brutte cose...". Un Paese "in cui nessuno vuole più fare sacrifici perché tanto la fama, i soldi, la fortuna arrivano con la tv...".
Barbaraberlusconi1_01 Ma la signora Bartolini in casa non è l'unica a pensarla così. Ricordiamo analoghi concetti espressi tre anni fa da sua figlia Barbara contro la tv di famiglia ("Ai miei figli non farei mai vedere Buona Domenica e i reality show"). Ricevendo da Maurizio Costanzo la qualifica di "giovinetta con la scienza infusa".

Le accuse della signora Bartolini contro questa brutt'Italia sono simili a quelle di Rosy Bindi. La quale sostiene che c'è "la connivenza del Paese che non s'indigna di fronte alla pretesa immunità morale del proprio presidente del Consiglio".

Sgarbi con la dissacrante lucidità da "lettore" di figure d'arte, parla del fallimento del matrimonio di Berlusconi come di "un fallimento politico".

A noi modestissimi "lettori" rinchiusi entro quattro mura provinciali, la vicenda sembra annunciare pericolosamente una terribile campagna d'estate: con il grande capo che triturerà la ex moglie a tal punto che lui stesso sarà oscurato agli occhi dei suoi fedeli.

Che poi poco o molto cambi in politica, è un discorso che non dipende più soltanto da lui o da lei. Il terzo incomodo può chiamarsi Fini, ma può anche essere Casini grazie alle attenzioni vaticane sulle cose d'Italia.

[04.05.2009, anno IV, post n. 122 (842), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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