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6 mai 2009 3 06 /05 /mai /2009 16:00
Ferrara "Senza prenderci troppo sul serio". Giuliano Ferrara, come sempre (lì sta il suo lato "bello") vuol dare lezione, far la morale. Questa volta sulla tavola coniugale (ormai il talamo è antica memoria) di casa Berlusconi.

Ma non s'accorge (o meglio, finge di non accorgersi) che in queste storie l'intromettersi "senza prendersi sul serio", è un dimettersi. Perché semmai sono gli "altri" a non dover essere presi troppo sul serio.

Ma quali altri? Qui sta la chiave del ritirare il capino entro il guscio. Far finta di nulla o quasi. Per non cadere in imbarazzo. Ma già una scelta così è imbarazzante.

Perché bisogna chiedersi: chi non va preso "troppo sul serio"? La "signora" che possiede il 38 per cento del "Foglio" diretto da Ferrara? O il marito della "signora" che, ahimé o alleluja brava gente, è pure il capo del governo italiano?

Ma illustre Ferrara, non scopra anche lei assieme al fido e lirico Bondi il lato retrò del carattere, quello graniticamente marxista- leninista. Il passato non si dimentica e non si cancella nella trame dei più reconditi pensieri.

Credere che il capo abbia sempre ragione non fa torto all'intelligenza di nessun capo. Così come non sgrava il ventre di nessun frutto della colpa.

Semplicemente significa far torto alla propria intelligenza (di Ferrara, Bondi e quant'altri della compagnia...) perché ci si ritiene padri della Storia, perché la si reputa generata dai nostri accoppiamenti più o meno geniali. Mentre la Storia è spesso tragica nel senso più oscuro: perché non fa leggere i propri delitti come succede con rivoluzioni e guerre, ma inganna le nostre menti con il più terribile degli strumenti di tortura, la comicità.

Sostenere che di cose serie e pesanti bisognerà (bisognerebbe?) scrivere "senza prendersi sul serio" ('leggermente'?) nel giornale della "signora" e sotto gli occhi del signore ("imperatore" lo chiama lei), è solo una pagina degna del gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda, ovvero un film comico. Una specie di trucco di quella Storia che il grande Giovanni Brera chiamava "la gran baldracca". Un trucco per sbeffeggiare i più raffinati interpreti di un mondo astratto che si chiama populismo. E che nella Storia non porta mai fortuna a chi lo pratica o costruisce.

Con la pretesa di "non prendersi sul serio" Ferrara il "leggero" smentisce la propria natura, come un disegno che nasce cancellando se stesso.

[06.05.2009, anno IV, post n. 126 (846), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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