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11 mai 2009 1 11 /05 /mai /2009 17:15

Sta per uscire a cura di Fosco Rocchetta un volume che parla del turismo a Riccione nell’estate del 1894.

“L’idea mi è venuta anni fa, dopo aver ritrovato presso le Raccolte Piancastelli della Biblioteca comunale di Forlì, un numero unico, dedicato interamente a Riccione. Pensai che la sua riproduzione, integrata da altri documenti, da note esplicative ed immagini della fine dell’Ottocento e degli inizi del Novecento, potesse rappresentare un contributo alla conoscenza di una età poco nota al grande pubblico. E’ l’età a cui risalgono le origini di quell’«industria dell’ospitalità», che costituirà la base portante dell’economia riccionese, nonché uno degli elementi fondanti della sua identità”.

Su questa Riccione dell’altro ieri, Rocchetta aggiunge: “Nel volgere di pochi lustri a partire dall’ultimo trentennio del XIX secolo, un’arida ed inospitale landa sabbiosa, grazie alla tenacia e laboriosità dei suoi abitanti, si trasformerà in un centro balneare rinomato a livello internazionale. Il giornaletto estivo, si lega a quel fenomeno, diffuso tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, d’un intenso pullulare di pubblicazioni redatte e poste in vendita tra la borghesia del tempo, al fine di raccogliere fondi in favore di iniziative benefiche. Protagonisti, erano gli stessi proprietari dei villini che a Riccione nel 1894 avevano raggiunto le sessanta unità”.

Tra gli ospiti di Riccione, c’erano, aggiunge Rocchetta, “illustri uomini politici, come Ruggero Bonghi, ministro della Pubblica Istruzione e scrittore, psichiatri di chiara fama, quali Clodomiro Bonfigli ed Augusto Tamburini, dame dell’alta borghesia e nobiltà, tra le quali Laura Acton in Camporeale, moglie in seconde nozze dello statista bolognese Marco Minghetti”. Questi personaggi, “con fantasia e creatività, si cimentavano in commedie, concerti e giochi, con lo scopo di allietare le serate della comunità dei bagnanti. Alcuni sono resi vivi da simpatiche caricature, che rimandano a quel clima di gaiezza, di mondanità e di fiducia nel futuro, che fu proprio della Belle époque”.




E poi ci sono le figure locali… “… i conti Giacinto Martinelli e Felice Pullè, Sebastiano Amati, che aprirà nel 1901 il primo albergo di lusso, il raffinato cameriere “Serafino”, ed ancora Maduron e Scucera, soprannomi, con cui ancor oggi, vengono identificati, simpaticamente, i membri di alcune famiglie”.

Risalta su tutti “don Carlo Tonini, che aveva visto coronarsi il sogno della fermata del treno al casello n. 120, e che deve ritenersi uno dei principali artefici del riscatto dell’antica borgata di pescatori”.


Guardiamo a questo numero unico: “Tra i giochi, le vignette ed i disegni che adornano il numero unico”, spiega Rocchetta, “suscita particolare tenerezza, quella che rappresenta un carro condotto da buoi, su cui venivano trasportati i fanciulli scrofolosi dal vecchio Paese al mare, prima della costruzione di specifiche strutture sanitarie, gli ospizi marini, in cui saranno accolti bambini provenienti da varie città della Lombardia, dell’Emilia e della Romagna, bisognosi dei bagni”.

Il volume, intitolato “Riccione estivo, agosto 1894. Origini del turismo riccionese al tempo della Belle époque”, è edito dal Comune di Riccione, e sarà presentato giovedì 28 maggio, alle 21.15, presso il Palaterme di Riccione (viale Torino, 4).


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Published by antonio montanari - dans Rimini
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Enrico Galavotti 06/04/2011 16:43



Vorrei poter parlare con Rocchetta per un lavoro sulle lettere di mio nonno Grido Galavotti, il cui faldone m'è stato consegnato il mese scorso. Grido era socialista, primogenito di Domenico, il
proprietario dell'albergo Lido (di Riccione).


Mi può scrivere a questo indirizzo info@homolaicus.com