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17 mai 2009 7 17 /05 /mai /2009 17:19
"Il cittadino è molto male informato, e la mala informazione è una delle principali sciagure italiane". Lo sostiene (a ragione) Barbara Spinelli in un durissimo editoriale apparso su "La Stampa" di oggi. Dove il discorso sull'immigrazione è l'occasione per esaminare il desolante quadro politico italiano e quello del giornalismo nazionale.

La signora Spinelli spiega: "La menzogna viene (...) dai governanti, e in genere dalla classe dirigente: che non è fatta solo di politici ma di chiunque influenzi la popolazione, giornalisti in prima linea".
Per aggiungere: "I fatti sono reali, ma se vengono sistematicamente manipolati (omessi, nascosti, distorti) la realtà ne risente, ed è così che se ne crea una parallela".

Questa realtà parallela (o "iperrealtà"), precisa l'editorialista, non è il solo pericolo esistente, ci sono anche quelli derivanti da altri due fattori: "la manipolazione e la mala informazione".

In questo negativo quadro nazionale, "ogni articolo che viene da fuori erode la mala informazione". Perché offre "domande  e moniti che tengono svegli".

Succede di rado di leggere un impietoso atto d'accusa contro "la manipolazione e la mala informazione" del giornalismo italiano. Che è importante per il pulpito da cui proviene. Non si tratta di persona abituata a vaneggiare come certi direttori che sono inchinati ed oranti alla loro Mecca politica. E' una intellettuale che per arrivare a queste conclusioni fa un confronto severo ma sereno tra la realtà italiana e quella delle democrazie occidentali dove il concetto di informazione ha una dignità sconosciuta da noi.

Vale in questo contesto la vecchia battuta di Mario Missiroli, mitico direttore del "Corriere della Sera", il quale rispondeva a chi gli suggeriva di trattare certi argomenti, che sarebbe stato necessario avere a disposizione "un giornale".

Il discorso si potrebbe chiudere qui, se non avessimo un'annotazione che riguarda qualcosa che al tempo di Missiroli non c'era, il mondo dei blog. Da tanto tempo questi miei post non sono più segnalati in home dalla "Stampa", e non credo per un rimbecillimento del sottoscritto che li compone. Forse un contenuto dissonante rispetto alle opinioni governative li ha giustamente tenuti nascosti.

Non ne traggo considerazioni pessimistiche. Perché mi si consente egualmente di esprimere quelle opinioni. E sono intimamente convinto che posso farlo perché in molti l'hanno pagata di persona in giorni lontani, negli anni attorno alla mia nascita durante la guerra e dopo. Grazie al loro sacrificio possiamo pensare di essere liberi nell'esprimere i nostri pensieri. Non dobbiamo avere paura di esprimerle soltanto per onorare la loro memoria.

Potremmo incontrare begli spiriti capaci magari di meditare scherzetti simili a quelli già subìti in passato, come quando quattro anni fa qualcuno tentò di mandarmi in tribunale se non in galera, con una manovra che poi sono riuscito a smascherare. Ma la loro etichetta di spie prezzolate al soldo di idioti (potenti sono ma idioti restano), basta ed avanza per squalificali e per convincermi che sarebbe da vigliacchi cedere loro il passo e ritirarsi a vita privata, rinunciando a scrivere nel blog.

Lo scrivere è per metà terapia e per metà servizio. Restare svegli (come suggerisce la signora Spinelli), per un blogger significa non soltanto leggere articoli come il suo, ma anche tentare di recare un contributo informativo. Ho cercato di farlo, proprio in questi ultimi giorni. Mettendo a confronto certe situazioni nazionali con i fatti "omessi, nascosti, distorti", e un evento d'oltre Manica. Quello dello scandalo dei rimborsi gonfiati. Oppure ricordando Montanelli (20 aprile). Quando ad esempio scrivevo che il grande di Fucecchio, attaccato da Emilio Fede, fu difeso da Paolo Bonaiuti, allora vicedirettore vicario del "Messaggero" (e poi portavoce di Berlusconi). Bonaiuti disse: si tratta di "una lezione di intolleranza" che, per le sue "lontane tentazioni da Minculpop", lascia "sbigottiti".

L'ultima segnalazione in home page del mio blog è del 27 aprile. Di acqua sotto i ponti ne è passata. Forse l'alluvione ancora no. E come suggerisce Barbara Spinelli, cerchiamo di restare svegli per non farci fregare la democrazia sotto gli occhi dalla "mala informazione".

[17.05.2009, anno IV, post n. 142 (862), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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