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20 mai 2009 3 20 /05 /mai /2009 11:15
Ansa_15821548_48120 Accordo, è la parola chiave, il punto centrale e lo spunto nuovo, anche se non originale, emerso dalla conferenza-stampa di Berlusconi, ieri a Coppito. Nell'Abruzzo terremotato che ha altre gatte da pelare.

La parola "accordo" è stata indirizzata all'inviato di "Repubblica": se il quotidiano romano "cambiasse atteggiamento", ha detto il premier, "potremmo trovare un accordo, ma adesso non rispondo".

All'origine della "proposta" di Berlusconi stanno le famose dieci domande nate dalle dichiarazione della sua seconda moglie, Miriam Bartolini.

Con l'inviata de "l'Unità" il tono è stato molto più severo: "O me ne vado io o se ne va lei".

"Berlusconi avverte l'accerchiamento", commenta Francesco Verderami sul "Corriere della Sera".

Su "La Stampa" Federico Geremicca osserva che ciò che deve "preoccupare davvero" in questo momento (con "l'informazione nel suo complesso" prigioniera di Berlusconi), è il promesso intervento alle Camere: "Ci pensi bene il premier [...] non dia vita a nuovi scontri".

Scontri che saranno inevitabili, alla luce di quella parolina "accordo" fatto balenare come sintesi del dispotismo poco illuminato della corte di Arcore.

Dove non sono sinora riusciti a convincere il re che, se nulla di male egli ha fatto nel caso che ieri lo ha tanto agitato, non c'è bisogno di andare avanti nelle urla e nelle proteste contro tutti e tutto (dalla magistratura ai giornali).

Ed allora vien da dar ragione a Berlusconi. Si agita perché sa che qualcosa di "diverso" si macchina contro di lui per oscurarlo sulla scena politica.
Il 16 maggio scorso abbiamo citato una confidenza di Francesco Cossiga al "Corriere della Sera", citata da Francesco Verderami: per la vicenda storia di Casoria, Berlusconi pensa di essere "stato attirato in una trappola". Ma non si riferisce né alla sinistra né ai giornali quando parla di "congiura". "No, lui pensa ad altro".

Tutto però è iniziato da una normale lite coniugale. La consorte non si è offerta alla concorrenza per colpire il marito.
I fantasmi da cui il premier si sente minacciato li conosce soltanto lui. Ma di certo non nascono dalle pagine di "Repubblica".

La profferta dell'accordo è al centro dell'editoriale del direttore di "Repubblica", Ezio Mauro. Un accordo è "impossibile", scrive, perché "non tutto in questo Paese è 'arrangiabile', risolvibile con qualche patto oscuro".

Il fatto che un presidente del Consiglio offra un "accordo" ad un giornale dell'opposizione, è di per sé sintomo di una concezione politica "padronale" che parte dal presupposto che, dove non si compera, si contratta.

[20.05.2009, anno IV, post n. 145 (865), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Foto Ansa presa da "Repubblica".

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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