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22 mai 2009 5 22 /05 /mai /2009 18:00
Da Bruxelles il 21 giugno 2008, l'inviato della "Stampa" Augusto Minzolini raccontava questo sfogo di Silvio Berlusconi contro il giudice Nicoletta Gandus, presidente del collegio milanese che ha giudicato l'avvocato inglese di cui si parla tanto in questi giorni: «Un testimone mi ha raccontato che ha detto ad un altro magistrato: ''A Berlusconi gli facciamo un c. così. Gli diamo una condanna di sei anni e poi vedremo come farà il presidente del Consiglio"».

Questa citazione è ripresa oggi (in un articolo intitolato "Frottole e calunnie" su "Repubblica") da Giuseppe D'Avanzo il quale scrive: "Quel testimone non è mai esistito, quella conversazione non c'è mai stata".

Minzolini aveva scritto nel suo pezzo che Berlusconi "ha trattato i giudici di Milano alla stregua di congiurati che complottano contro la volontà popolare".
Aggiungendo: "E visto che il duello con un certo tipo di magistratura è di quelli che si ricorderanno, Berlusconi ha voluto tracciare una linea che divide quelli che stanno con lui da quelli che gli sono contro: non per nulla Casini, l'altra opposizione, si è precipitato a dichiarare di essere d'accordo sul «lodo Schifani». O di qua, o di là, quindi, visto che ormai siamo alla battaglia decisiva. Lo dimostrano le parole estremamente dure del Cavaliere sui magistrati".

Proseguiva Minzolini: "L'accusa del Cavaliere è di quelle pesanti: ci sono dei magistrati che vogliono ribaltare il risultato delle elezioni. «Io - è il j'accuse del Cavaliere - non permetterò che il voto degli italiani sia messo in discussione da alcuni infiltrati nella magistratura. Ho patito 15 anni di persecuzione. Nel '94 ho visto sovvertire il voto popolare per un'accusa insistente. Non succederà ancora. L'accusa nel processo Mills non esiste, è un'invenzione di pm e giudici. Non c'è nulla di vero. Lo giuro sui miei cinque figli. Se dovesse mai emergere anche la più piccola ombra io non solo mi ritirerei dalla vita politica ma andrei all'estero».

Della storia del testimone del "c. così" da fare a Berlusconi, non c'è traccia in altre corrispondenze da Bruxelles su "Corriere della Sera" e "Repubblica" del 21 giugno 2008. Quindi è sicura l'esclusiva di Minzolini.

Come è sicuro, secondo D'Avanzo, che "Quel testimone non è mai esistito, quella conversazione [della signora Gandus] non c'è mai stata". Dunque, altra frottola ed altra calunnia, intitola il giornale romano.

A questo punto deve intervenire la Rai, con "Chi l'ha visto?". E' o no un servizio pubblico? Deve cercare un testimone, quel testimone, e se non lo si trova, qualcuno si offra per quel ruolo. Lo richiede il giuramento del signore di Arcore sui suoi cinque figli.

"Scagliò la prima pietra.
Era senza peccato?
La gente non sapeva,
era uno smemorato
".

[22.05.2009, anno IV, post n. 148 (868), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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