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30 mai 2009 6 30 /05 /mai /2009 16:32
Dionigi_bo_rep Non soltanto "fuori sede", ma anche "fuori casta": è il nuovo magnifico rettore dell'ateneo di Bologna, il latinista Ivano Dionigi, 61 anni.
Nato a Pesaro, fu avviato dalla famiglia all'unico rifugio culturale per zone geografiche ed ambienti sociali "dove c'erano pochi soldi" (come ricorda su "Repubblica di Bologna" Mauro Alberto Mori), fu avviato cioè al seminario, e poi dirottato da un prete saggio all'Università, "meglio Bologna".

Sì perché allora (ho soltanto sei anni più di lui, apparteniamo quindi alla stessa generazione), allora nelle nostre zone della bassa Romagna o delle Marche vicine, si diceva proprio così "meglio Bologna", facendo il paragone con la famosa Urbino ventosa, facile da raggiungere con una vecchia sgangherata corriera.
Da Urbino alcune mie colleghe "bolognesi", ad esempio, erano scappate perché qualche docente aveva il vizietto di invitarle a casa per discutere di argomenti d'esame, e di riceverle in pigiama...

Un celebrato docente non dirò di dove, vi intraprese la carriera mezzo secolo fa, divenendo famoso per meriti suoi, ma allora non si associava la sua "partenza" in ateneo con la presenza costante in quella città della madre, dai concittadini chiamata (per scherzo ma non troppo) "il corpo accademico".

Tornando a Dionigi: "fuori casta", dunque, uno della gente venuta dal nulla, bella immagine per l'Italia d'oggi, come lo fu per noi ragazzi del Sessanta la figura di Ezio Raimondi, figlio di un calzolaio (vedere "Conversazioni", 1998, p. 11), e già allora personaggio conosciuto a livello mondiale. Ed ancora sulla breccia ad 85 anni.

Auguri, rettore Dionigi, a lei ed ai suoi collaboratori delle "umane lettere" che sono alla base di tutto quanto la vita passa sul tavolo del convento comune, e che sono al centro del lavoro de "La permanenza del classico", un'organizzazione a cui lei ha dato vita.

Auguri per rendere più umana questa cultura, questa società, avvolte nel leghismo barbarico del problema (falso) della difesa dell'identità.

"Bologna dovrà tornare a fare scuola", ha detto Dionigi. Ha ragione. Lo aspettiamo alla prova, tutti quanti abbiamo a cuore la sopravvivenza della nostra civiltà. Che non è minacciata dalle invasioni dei disperati ma dalla disperazione che provocano ignoranti, ingordi e buffoni che ci affliggono come e quando ve lo lascio aggiungere di vostra mano e di vostra mente.

[30.05.2009, anno IV, post n. 157 (877), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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