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5 juin 2009 5 05 /06 /juin /2009 16:39
Sul "Magazine" corrieresco di ieri, l'editoriale consueto di Gian Antonio Stella (intitolato stavolta "E' la stampa, bellezza") ricordava che destra e sinistra sono unite nella lotta contro quei "rompiscatole" dei giornalisti.

Da acquirenti di quotidiani, e da cittadini che ritengono (forse a torto) ancor valido il principio del "quarto potere" che deve controllare gli altri tre, l'argomento ci interessa.

Stella cita "il grande Ugo Stille": "Negli Usa è impensabile che un politico si inalberi per una domanda provocatoria: ogni domanda dei giornalisti è fatta apposta per metterlo in difficoltà, ovvio".

Stella documenta gli sfoghi italici di D'Alema, Mussi, Salvi, Veltroni ("giornali leggeri come il vento, gonfiati come mucche pazze"), Romano Prodi (i mass media, "li abbiamo tutti contro"), Sandro Bondi, Gasparri, Totò Cuffaro, Bassolino.

Stella chiude con un'altra citazione che definiva la stampa italiana "la più libera del mondo" perché i suoi giornalisti potevano esercitare "funzioni di controllo, critica, propulsione".

"Era il 10 ottobre 1927", scrive Stella, ed i complimenti ia direttori di 70 quotidiani italiano erano di Mussolini". Il quale  usava, aggiunge Stella, "un altro tipo di veline".

Blog_veline Ovvero non le ragazzotte sculettanti inventate da Antonio Ricci per Canale 5, ma gli ordini di servizio (su carta detta velina perché leggera. In quanto tale, essa permetteva di battere a macchina il numero doppio o triplo di copie rispetto ai fogli normali).

Queste veline recitavano: "Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell'avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche, catastrofiche e deprimenti": "Non si deve dare all'estero la sensazione di una miseria grave che non c'è". "Diminuire le notizie sul cattivo tempo".

Sul "Corrierone" di oggi Aldo Cazzullo anticipa il libro di Alessandra Sardoni (inviata de "La7") che racconta come due intellettuali, Rondolino e Velardi, consigliavano il loro D'Alema nel 1997.

Direttamente dal volume di Alessandra Sardoni, riprendiamo due citazioni di
Rondolino e Velardi
che riguardano il giornalismo. La prima: "...dobbiamo prima di tutto sedurre i giornali per potercene servire", blandendo e vezzeggiando i cronisti, "persino" invitandoli a prendere un caffé.

La seconda va nello specifico, passa dall'invito al bar all'occhio posto sulle direzioni di "Corriere della Sera" e "Repubblica": "ci servono due direttori che riconoscano il primato della politica".

Badate bene: "ci servono". Non necessitano sociologi della politica per rilevare il senso di questo verbo "servire" per direttori appunto sottomessi al "primato della politica".

Gian Antonio Stella, sempre sul "Corriere" di oggi intervista Cosimo Mele, candidato di Francesco Pionati alle Provinciali brindisine. Mele nel luglio 2007 fu sorpreso con due squillo in un albergo di Roma. Oggi dichiara a Stella: "E poi, diciamolo, in Parlamento non si fa un cazzo". Diciamolo. Ed amen.

[05.06.2009, anno IV, post n. 165 (885), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans Informazione
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