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28 juin 2009 7 28 /06 /juin /2009 13:00
Sono stato d'accordo con GP Battista, una volta tanto, perché quegli anni li ho vissuti. Sono nato nel 1942. Niente di sentito dire. Esperienze dirette.

Mio padre funzionario comunale con la "cimice" del PNF obbligatoria (la cosiddetta "tessera del pane") venne invitato ad andare a mangiare l'erba ai fossi con moglie e figlio, nell'immediato dopoguerra, dalla Commissione d'Epurazione, mentre certi eleganti figuri che avevano militato (armati) tra i repubblichini saltavano il fosso, e da allora sono sempre stati "a galla", apparendo in prima fila  parlamentare pure oggi nonostante la veneranda età. Un poco comunisti, un poco socialisti, un poco di tutto e di più.

Il fratello di mia madre era un gappista comunista, doveva essere il primo sindaco "rosso" della città di Rimini dopo la Liberazione, disse ai compagni di partito: "Chi ruba va in galera". Scelsero un altro.

Onore delle armi a chi è stato onesto, mio zio evitò a San Marino il bombardamento a tappeto consegnandosi prigioniero agli inglesi, e non cercò fama postbellica. Eravamo più di centomila rifugiati lassù, e tutti ci salvammo grazie a lui. Fu collega di Fortebraccio, all'Unità, e fu uno dei più noti inviati italiani nel periodo delle rivoluzioni d'Africa...

L'ambiente lo conosco bene. Vent'anni dopo la fine della guerra, i cronisti del Pci falsificavano le cose sui loro settimanali, parlo di realtà locali sperimentate personalmente, perché c'era da attaccare chi non la pensava come loro e veniva bollato automaticamente quale fascista. Anche se sapevano che erano balle vere e proprie quelle che illustravano e le accuse che lanciavano tanto per accontentare la folla plaudente.

Una volta in una conferenza in ricordo di un mio caro maestro di giornalismo ed amico prematuramente scomparso (Gianni Bezzi), dissi che nella piazza centrale di Rimini il muro di Berlino passava in mezzo: da una parte il Municipio e dall'altra la sede del "Resto del Carlino". Erano (ripeto) gli anni Sessanta. Nessuna nostalgia.

***
Questa è la risposta ad un commento ricevuto sul blog della "Stampa", e relativo al post "Caro presidente Napolitano".

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Published by antonio montanari - dans Rimini
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