C'è un tempo per tutto, si legge nell'Ecclesiaste. C'è un tempo per parlare ed uno per
tacere. Anche per i blog c'è il momento ilare ed ironico, e c'è quello serio. In cui dire come stanno le cose davanti agli eventi scoperti in un blog edito fuori della comunità della "Stampa", ma
composto da persone che operano nelle medesima comunità.
Il fatto che traspare da quanto è stato scritto in questo blog "fuori", è il seguente. Qualcuno ha chiesto la chiusura del mio blog al guardiano del faro che segue
la comunità della "Stampa".
E lo ha fatto con accuse idiote e infondate. Il delatore ha dichiarato pubblicamente che nel mio blog lui è costantemente censurato, per cui non appare nessun
commento. Affermazione infondata, e dato che il predetto fatica a comprendere un pensiero articolato in maniera non elementare, aggiungo: trattasi di vera e propria cazzata. Ed ho già pubblicato
una foto con tutti i suoi commenti presenti nel mio blog.
I suoi commenti infatti non sono mai stati censurati. Una volta ebbe a confondere post diversi fra loro (ecco perché dico che il predetto fatica a comprendere un
pensiero articolato in maniera non elementare), e arrivò a sostenere che il sottoscritto imbrogliava sia nei discorsi, sia nelle argomentazioni, sia nelle risposte alle contestazioni.
Ad aggravare l'episodio (il delatore che confessa pubblicamente la sua azione), c'è il particolare che lui e gli altri che collaborano al blog in cui si parla di
"blogger di cui vergognarsi", non lo fanno sui loro blog della comunità della "Stampa", ma in un sito parallelo, di cui nessuno si dichiara responsabile. E su cui nessuno esercita il necessario
controllo affinché non siano pubblicate le cose che per farci comprendere da chi non vuole o non riesce a capire, definisco sic et simpliciter "cazzate".
Il signor sapiente che dice che sono un "blogger di cui vergognarsi", parla di cose altrui che non sa. Un'altra persona ebbe ad accusare il sottoscritto ed un
commentatore di apologia di reato. Non usò questi termini forse troppo complessi per entrambi, il signor sapiente e l'autore del commento cancellato. Il signor sapiente pare ritenersi lui il
censurato, mentre lui non ha subìto né tagli né oscuramenti.
Il signor sapiente non sa che tra i commenti spazzatura ce ne sono stati alcuni debitamente rimossi perché contenevano offese penalmente perseguibili verso il
presidente del Consiglio e alcuni suoi figli.
Il signor sapiente non riesce a capire, confessa, tutte queste questioni. Affari suoi, ma la smetta di rompere le balle con offese virginalmente protette da chi ha
la responsabilità morale del sito in cui esse sono ospitate e presentate come se fossero verità rivelate e non pure e semplici menzogne. Finalizzate soltanto ad uno scopo: ottenere dalla
redazione della "Stampa" la chiusura del mio blog.
Orbene, se il signor sapiente e delatore non riesce a divertirsi in altri modi, continui pure, la cosa non mi fa né caldo né freddo. Fa oggettivamente compassione
chi lo affianca nella processione fingendo di non sapere, di non capire e di non aver visto nulla.
Di meglio non potete fare, illustri blogger di cui vantarsi nell'universo mondo? Benissimo, ma non riuscirete a mettermi a tacere. Perché se trovaste qualcuno che
tentasse di cancellarmi perché "non governativo", scriverei le stesse cose altrove, e voi non siete così onnipotenti da poterlo impedire... "La Stampa" poi non ci farebbe una bella figura dandovi
ragione.
Sapientini, delatori e presuntuosi colleghi, sarebbe ora che vi vergognaste un po', tanto per usare la vostra definizione nei miei riguardi. Con la lente sotto cui
operate, guardate meglio. Per non fare e non far fare figure ridicole alla vostra congregazione internettiana. "Tempus tacendi" vobis.
Post scriptum. Una delle penne coinvolte nell'affaire del sito che
sostiene che io sono un blogger di cui vergognarsi, l'ho conosciuta di persona, e mi spiace che si sia comportata con ignavia in tutta la vicenda, collaborando a colpirmi. Essendo quella penna
esperta di Diritto conosce bene il significato morale della correità... Pazienza. Ma non pretenda di essere, quella penna, a guidare il mondo dei blogger della "Stampa" soltanto grazie al fatto
che è segnalata tutti i giorni in home page.
A me la cosa non fa né caldo né freddo. Come ho scritto a Vittorio Pasteris, il rispetto di elementari regole di galateo è necessario al vivere sociale. Il resto è
soltanto ipocrisia e ridicola vanità. Non sono opinioni "astratte", queste parole mie, ma giudizi freddi basati esclusivamente sulle azioni altrui, compiute ai danni miei e del mio blog
"politico". Veri i fatti, necessari di conseguenza i giudizi. Con un invito amichevole e confidenziale, smettetela di far queste figure ridicole, se avete a cuore il vostro buon nome.
Antonio Montanari
ARCHIVIO:
27.06.2009, Pro memoria, mail a Vittorio Pasteris
27.06.2009, Reparto agitati
26.06.2009, Grazie ai commentatori della
Repubblica
26.06.2009, Br.ogger
25.05.2009, Mi vergogno
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