Vendredi 3 juillet 2009
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16:05
Spiego perché considero l'ufficio del "garante per la privacy" soltanto dedito alla protezione dei
vip.
Nel 2005 da quell'ufficio nessuno mi rispose quando esposi il mio caso: un mio sito internet era stato oscurato e definito "illegal" (con il rinvio ad una pagina fissa con tutte le ipotesi di
reato connesse, anche le più infamanti), in base a falsa denuncia di un avvocato per conto di un suo cliente-collega di studio con differenti competenze.
Il gestore non aveva riaperto il mio sito neppure dopo che avevo dimostrato con atti legali che io non ero sottoposto a nessun procedimento penale, come invece aveva scritto quell'avvocato.
Sapete quando, in pochi minuti, il mio sito è stato riaperto dal gestore? Quando nel gennaio 2007 gli inviai la foto di prima pagina di un quotidiano locale dove si annunciava l'arresto del
signore che mi aveva fatto chiudere, con l'imputazione di una colossale truffa ai danni del fisco (oltre 400 milioni di lire), per la quale nell'ottobre di due anni fa ha patteggiato una pena di
oltre tre anni.
L'ordine degli avvocati del legale che ha scritto la falsa lettera ha assolto questo stesso legale, perché secondo l'interessato aveva soltanto firmato il testo composto da un altro collega di
studio. Che ovviamente è stato assolto senza alcun procedimento, per rispetto della sua privacy. Ovvero i potenti ed i vip si fanno i comodi loro, e gli altri debbono andarla a prendere in quel
posto. Questo dicesi primato della Legge in Italia, signor garante.
[03.07.2009, anno IV, post n. 191 (911), © by Antonio
Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
Par antonio montanari
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