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1 août 2009 6 01 /08 /août /2009 16:10
Badoglio_duce
A San Mauro Pascoli il 10 agosto sarà "processato" Pietro Badoglio per la nona edizione della manifestazione che mette sotto accusa personaggi del passato.
Nel 2007 era toccato a Garibaldi. L'anno scorso a Togliatti, assolto dalla giuria di specialisti seduti sul palco. Quest'anno ad emettere il verdetto sarà la platea degli spettatori. Il dilemma è "Traditore o salvatore della patria?".

La scelta del personaggio Badoglio è stata suggerita da un ex combattente di 94 anni, Pietro Vaenti di Cesena, dove presiede un istituto storico che raccoglie documenti della deportazione dei soldati italiani dopo l'8 settembre.

Il dramma dell'8 settembre e della guerra civile che ci fu sino al 25 aprile 1945, non è un tema molto conosciuto.
Poi, non tutti hanno le idee chiare, anche se ne sono bene informati per via diretta (vicende famigliari).

Mi è capitato di scriverne qui sopra. Il testo fu ripreso dal settimanale locale che aveva pubblicato un'intervista dalla quale spuntavano opinioni strane.
Come quella secondo cui contro i soldati abbandonati a loro stessi l'8 settembre, si sarebbero dovuti celebrare processi nel dopoguerra...

Al mio testo, l'intervistato contrappose una risposta che giudicai volgare. Avevo citato il caso di un mio congiunto che come tanti altri ventenni di allora, aveva gettato le stellette alle ortiche e si era nascosto per non collaborare con i nazi-fascisti.

Uno di loro, Mario Fazio ha scritto ("La cosa giusta", «La Stampa», 14 settembre 2003): «Pur non essendo ancora informati dei campi di sterminio e di altri orrori e barbarie sentivamo l’impossibilità di aderire alla parte fascista, alleata o sottoposta ai "camerati nazisti". Un'alleanza che prometteva altri lutti e dolori, che sbarrava il cammino verso la fine della tragedia e la conquista della libertà, mai vissuta nella nostra giovinezza».

L'intervistato rispose che, se quel mio congiunto si dette alla fuga, invece il proprio padre andò in montagna...
Ecco il particolare volgare. Lo definisco tale perché ogni storia merita rispetto, ogni scelta va considerata nel contesto delle singole situazioni, e davanti a queste condizioni drammatiche nessuno ha diritto di giudicare il proprio bucato più bianco di quello altrui.

Ma sul tema voglio ritornare in futuro, pubblicando integralmente la replica che avevo preparato. E che ho lasciato nel frigo della coscienza, soltanto perché sono rimasto allibito ed avvilito dalla esibizione volgare contenuta in quella risposta alla mia domanda rimasta inevasa: perché quei ragazzi dovevano essere processati, se non lo fu il re che fuggì da Roma con Badoglio?

(Queste le parole esatte che lessi sul settimanale riminese "il Ponte" del 22.2.2009, p. 17: "Tutti i militari fascisti che dopo l'armistizio fuggirono da Istria andarono in Italia per riprendere il loro lavoro senza che si sapesse della loro condizione di fuggitivi. Nessuno fu mai processato".)

Circa il cambio di tipo di verdetto a San Mauro per Badoglio, dalla giuria di "esperti" a quella "popolare", forse ha pesato il fatto che l'anno passato per Togliatti essa fu composta da un "industrial manager" e sei giornalisti tutti di testate locali. Uno di loro è soltanto esperto di questioni economiche, due altre colleghe sono ben ferrate in storia e politica, un altro dichiarava nel suo sito tra i fatti memorabili della sua vita che è stato decorato del titolo di commendatore al merito della Repubblica da Silvio Berlusconi e di essere stato pure cantante-ballerino.

[01.08.2009, anno IV, post n. 219 (939), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it

Stellette addio. 8 settembre 1943

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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