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10 août 2009 1 10 /08 /août /2009 17:29
Papa_stampa

I lager nazisti sono simbolo dell'inferno creato in terra dall'uomo che "dimentica Dio". Parole di Benedetto XVI di ieri domenica 9 agosto.

I conti con i lager (ossia con il male della Storia contemporanea) sono molto drammatici. Spaventano le giustificazioni di cui si è ascoltato di recente (Radio3), da parte di quei teologi ebraici che invocano la punizione divina dei peccati umani.

Addolora che Roma dimentichi che c'è stato anche del male "in nome di Dio". ("Dio è con noi", proclamavano i nazisti.)

Nella storia del Medioevo ci sono tante fiamme che in nome di Dio bruciano dissidenti "relativisti". Con le accuse più strane e sozze, come scriveva (a metà Ottocento) Terenzio Mamiani a proposito di fra Dolcino da Novara finito sul rogo, ad inizio Trecento, assieme alla moglie Margherita ed a parecchi seguaci.

Ma anche nell'età moderna il vizio dei roghi non cessa. Con l’allievo Girolamo da Praga, il boemo Jan Huss nel 1415 è condannato al rogo in spregio al salvacondotto imperiale di Sigismondo che lo aveva portato al concilio di Costanza.

Quelle fiamme ne preannunciavano altre: nel 1553 per Miguel Serveto a Ginevra su decisione dei calvinisti, ed il 17 febbraio 1600 a Roma per Giordano Bruno.

Saltiamo a giorni vicini. Durante la Repubblica di Salò di Mussolini (RSI) un prete "romano" bandisce una nuova Chiesa nazionale. Fu scomunicato nel marzo 1945. Finì fucilato, poco dopo. Fra i suoi seguaci c'è anche un sacerdote romagnolo, fascista della prima e dell'ultima ora.

Ora nel suo paese d'origine chiedono di riabilitarlo intestandogli una strada. Lo strano è che la notizia trovi impassibile ospitalità sul settimanale diocesano di Rimini "il Ponte" di domenica scorsa, con lo stesso testo apparso sopra un quotidiano legato alla destra governativa come il "Carlino" (edizione di Cesena, 15.07.2009).

Di questo sacerdote si dice che il 12 marzo 1947 fu condannato a 24 anni di carcere per "collaborazionismo politico e militare", e che l'anno dopo (5 luglio 1948) la Cassazione annulla la sentenza.

Va aggiunto  a quanto si legge nei due articoli citati, che la condanna a 24 anni fu confermata in appello: come si trova nel sito ufficiale della "Fondazione RSI".

Al proposito ricordiamoci dell'amnistia concessa nel 1946 (Consiglio dei Ministri, 21 giugno), "comunemente attribuita a Togliatti", come scrive Giorgio Candeloro ("Storia dell'Italia moderna", XI, p. 78), ma voluta dal governo del tempo (primo ministero De Gasperi) in forma più ampia rispetto al progetto presentato il 18 giugno dallo stesso Togliatti.
Il provvedimento di amnistia è il D.P.R. 22 giugno 1946, n. 4.

Scrive Candeloro: "Applicata con grande larghezza di interpretazione [...] l'amnistia del giugno 1946 ebbe come risultato la scarcerazione di quasi tutti i fascisti che erano in prigione e poi la revisione a favore dei fascisti stessi di molti processi che si erano precedentemente conclusi con condanne severe molto spesso meritate".

Osserva Indro Montanelli ("Storia d'Italia", 9, p. 337): "Era stato passato un colpo di spugna su crimini che l'esasperazione delle passioni non bastava a giustificare".

Infine, va detto che con il decreto 7 febbraio 1948 del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giulio Andreotti, si estinguevano i giudizi ancora pendenti dopo l'amnistia. Questo decreto permette di comprendere l'atto della Cassazione del 5 luglio 1948 per il sacerdote romagnolo di cui stiamo parlando.

Circa i due articoli "fotocopia", in quello del "Ponte" di Rimini sono saltate per mancanza di spazio le ultime righe di quello del "Carlino" cesenate: "Ma ciò che stupisce è che nulla ricordi” il sacerdote, "forse sono ancora considerate scomode le sue idee politiche. Fu infatti membro della Repubblica Sociale".

Sul periodo storico di cui abbiamo parlato, si può leggere una serie di notizie legate alla Romagna nella mia biografia di don Giovanni Montali.

[10.08.2009, anno IV, post n. 229 (949), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Don_Giovanni_Montali

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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