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12 août 2009 3 12 /08 /août /2009 16:00
Blog_beata_gelmini

"Bisogna bloccare chi vuole controllare giornalisti e magistrati...". Sono parole del magistrato Pietro Grasso alla presentazione del suo libro "Per non morire di mafia", e citate dal "CorSera" di oggi: "Io per dire qualcosa, ho dovuto scrivere un libro e tanti giornalisti oggi si ritrovano a doverne scrivere perché le loro idee non trovano ospitalità nei giornali. Questo è un grave problema".

Sì, è un grave problema. Ci tornano in mente le parole usate da Barbara Spinelli in un editoriale della "Stampa" del 17 maggio scorso, e citate nel post "Restare svegli": "Il cittadino è molto male informato, e la mala informazione è una delle principali sciagure italiane".

A che cosa debbono servire i giornali? La risposta più ovvia e vicina alla realtà spesso è questa: a contenere la pubblicità. E poi non ci si venga a dire che esiste una crisi dell'editoria. E che è tutta colpa di internet. Grasso è stato chiaro: quelle "idee non trovano ospitalità nei giornali" per cui quei cronisti lavorano.

Di gente che vuole informarsi bene ed a fondo ce n'è. Ma i giornali debbono anche saperla ascoltare questa gente. Il "CorSera" di oggi pubblica un interessante pezzo di G. A. Stella, "Scuola, il Sud sbaglia a gridare al complotto" che prosegue all'interno con un titolo ancora più emblematico: "Il vizietto antico del Paese senza merito".

Il "vizietto" è la spintarella, la raccomandazione ed affini. Va bene. Sacrosanta verità. Ma la conclusione di Stella, sul caso specifico della scuola, è di un vuoto disarmante, divenuto verità teologica dopo 40 anni di riproposizione giornalistica: "nessuno giudica nessuno per non essere giudicato". Ma gli strumenti e gli organi addetti a giudicare esistono, eccome.

Poteva finire in prima pagina del "CorSera", assieme al pezzo di Stella, la lettera che vi troviamo a pag. 21, firmata dalla prof. Maria Palmieri, docente liceale, di Salerno. Elenca i sei motivi per i quali c'è una "strisciante, subdola manipolazione dei voti scolastici".

Eccoli: 1)"Ci si autoassolve dal non far nulla", 2) "Si è amici e parenti dei genitori degli alunni", 3) "Ci sono pressioni di genitori potenti", 4) "Ci sono favori da restituire", 5) "I presidi vogliono che la facciata della propria scuola sia vincente", 6) "I maleditissimi Programmi operativi nazionali creano connivenze economiche ecc. ecc".

Insomma la scuola italiana rispecchia la società, in cui i giornalisti non possono scrivere sui giornali dove lavorano, e dove la strizzatina d'occhio è regola somma del comportamento sociale. Bell'Italia, di certo. Grazie prof.a Palmieri della sua lettera al "CorSera". Fatela leggere in giro se pensate come Piero Grasso che occorre sbloccare questa Italia che vuole controllare magistrati e giornalisti.

[12.08.2009, anno IV, post n. 233 (953), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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