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25 août 2009 2 25 /08 /août /2009 15:09
Drammaticità nel dramma leggendo il suo articolo del 21.08.09 "Soltanto africani".
[Il post in questo blog.]
E il dramma è questa storia, quella che stiamo vivendo, ahimè!, non solo italiana ormai teleguidata da questo e da tutti gli altri governi, accecati da questa stagnante civiltà del finto benessere, che vuole lasciare segni, purtroppo incancellabili.
Chi le scrive è un settantenne, padre e nonno e quindi testimone di tutto quelo che è avvenuto negli ultimi cinquant'anni almeno.
Quello che di più mi ha sempre preoccupato è stata ed è l'indifferenza, sottolineata, perchè di questa il mondo occidentale "civile" si è vestita e bellamente addobbata, provocando, alla fine, in persone come me e come lei, ma non siamo soli, soltanto tristezza, anche questa sottolineata.
Mi diletto nello scrivere e sono anche un "poeta libero" e questi versi che vorrei leggesse, scritti nel 2004, sono come un amo
proteso nel fondo di un pozzo da cui finalmente possa sprigionarsi nuova luce.
Se ciò che le sto scrivendo dovesse essere troppo lungo non lo pubblichi, a me basta che lei lo legga. Grazie e cordiali saluti.
Gavino Puggioni
Sassari
 


INDIFFERENZA
 
E' il giorno che passa,
è una bambina lasciata morire
nel quartiere dei poveri
o dei finti poveri,
di quelli che si arrangiano
e si vantano di avere una vita.
 
Indifferenza
è la vita di un uomo,
la vita di una donna,
stroncate, fatte scoppiare
perché tropo belle.
 
Indifferenza
è l'ignoranza che ci sovrasta,
questa nuova civiltà del benessere,
è questo falso apparire ad ogni costo,
sempre, dovunque.
 
Indifferenza
a questi popoli che si muovono
come apolidi in fuga
che sanno quel che vogliono
ma non osano dirlo.
 
Indifferenza
ai nuovi soldati di questo mondo
che cercano un altro mondo,
sconosciuto,
e lo calpestano
e credono e sperano
ma un kamikaze li annienta.
Non pensano più.
 
I figli, tutti i figli insistono
Vogliono la vita, forse la pace
ma di questa parole
non si fidano più.
Aiuto! Aiuto! gridano
Ma nessuno li ascolta.
Ancora indifferenza.
 
Solo i potenti della terra intervengono
(ma quanti sono adesso?)
con le armi, coi carri armati,
nel sangue di altri fratelli,
di bambini mai contati, tristemente.
 
Per il bene del mondo,
ma prima quello per sè stessi,
il comando deve avere un Napoleone.
Gli altri,
i popoli che si arrampicano,
sono plebe,
seppure pieni di civiltà
ormai cancellate e globalizzate.
 
Indifferenza
ai paradisi creati in terra
senza chiedere a questa il permesso,
calpestando e abusando
di ogni suo angolo
recondito e ritrovato
solo per la beatitudine dei vagabondi,
dei cercatori di piaceri inutili,
degli Attila di popolazione povere
che vivevano di natura da sempre a loro regalata.
 
Indifferenza
a questa natura crivellata di buchi neri,
maltrattata, che qualche volta
si ribella alla sua maniera,
senza fucili, senza cannoni,
soltanto coi suoi mezzi
che son quelli che hanno dato la vita.
 
L'acqua, il vento,
il fuoco, gli oceani,
i fiumi e le montagne
non sono
indifferenza.
Così come il sole, il cielo,
la luna e le stelle
sotto le queli i bambini devono crescere
per diventare vecchi,
 
per non diventare indifferenza.

 

 

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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