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12 septembre 2009 6 12 /09 /septembre /2009 15:42
Il presidente del Senato rispolvera la vecchia storiella sui "teoremi" giudiziari della lotta contro la mafia

Schifani_fini

Quando il presidente del Senato dichiara che la questione mafiosa deve essere affrontata dalla Magistratura senza "inseguire disegni politici", dimentica molte cose.
Ci permettiamo rispettosamente di elencarne alcune.

I. Gli obblighi del suo ruolo istituzionale lo dovrebbero mettere in guardia dall'esternare certi pensieri, come questi.

II. Tangentopoli fu usata dal suo leader di riferimento ed attuale capo del governo, per occupare uno spazio politico lasciato vuoto dalle inchieste giudiziarie. Che spazzarono via la vecchia classe dirigente dei vecchi partiti. Emilio Fede e "compagni" fecero il tifo per "Mani pulite". Berlusconi voleva Di Pietro ministro.

III. E' molto fresca  (10 settembre) la notizia del CSM che agisce a tutela di giudici denigrati ed accusati dal capo del governo.

IV. Ha scritto ("l'Unità", 9 settembre) un magistrato ora eurodeputato dell'IdV, Luigi de Magistris: "Sulla mia pelle ho visto realizzarsi melmosi intrecci istituzionali mai sentiti e forse nemmeno immaginati".
La conclusione della sua nota è questa: occorre che gli italiani possano conoscere "la verità" sulle stragi di Capaci e di via D'Amelio, e gli omicidi Falcone e Borsellino.
Una verità che potrebbe essere "terribile e inquietante, forse la verità che ci farà capire perché un ampio manipolo di golpisti con il grembiulino intende sovvertire le Istituzioni Repubblicane".


V. Fini il giorno dopo (10 settembre) ha detto a Gubbio, alla scuola quadri del Pdl: "A differenza di altri, io non mi diletto con grembiulini e compassi". (Silvio Berlusconi aveva la tessera della P2 numero 1816.)

VI. Schifani ha voluto rispondere al suo omologo Fini, presidente della Camera, che aveva detto: "Non dobbiamo dare il sospetto di non essere disponibili ad accertare la verità".
Fini si riferiva alle accuse di Berlusconi di "pura follia" indirizzate a quei giudici che cospirerebbero contro di lui, ricominciando "a guardare a fatti" mafiosi (stragi) del 1992, 1993 e 1994.

VII. Il Ministro della Giustizia Alfano ha dichiarato: "Se vi saranno elementi per riaprire i processi sulle stragi, i magistrati lo faranno con zelo e coscienza e siamo convinti che nessuno abbia intenzione di inseguire disegni politici, ma solo un disegno di verità".
Insomma Alfano smentisce Schifani, si dissocia da Berlusconi e Bossi (ovvero da tutto il governo...) ed appoggia Fini. Non sembra un fatto di poco conto.

[12.09.2009, anno IV, post n. 257 (977), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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