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2 octobre 2009 5 02 /10 /octobre /2009 17:00
Antonio Ricci ricopre le sue ballerine. Ma il vero scandalo sta nel giro d'affari di chi utilizza le escort

Veline_blog


Da due sere Antonio Ricci ha rivestito le sue ballerine dette "veline" (non sono quelle della vecchia foto d'archivio).
Ha velato le loro chiappe, esaltate all'esordio di "Striscia" di quest'anno con costumi succinti ed inquadrature ammiccanti.

Gad Lerner, ribattezzato iersera dai conduttori di "Striscia" come "Gaf Lerner", ha sbagliato nell'attribuire a Ricci il denudamento delle ragazze esibite sulla scrivania del tg alternativo di Canale 5.

Ieri sera "Striscia" ha giustamente mostrato la nascita della tivù impudica. Dopo la riforma della Rai (1975), aggiungiamo, parve che la libertà di espressione e di cultura in Italia passasse soltanto attraverso la messa in evidenza di anatomie femminili in precedenza censurate.

L'Italia dei mutandoni neri e democristiani alla ballerine di 50 anni fa, e quella della "liberazione" con tette al vento post-riforma Rai, è sempre quella.
Quella controriformistica, ossessionata  dalle immagini di nudo, prima negate e poi diffuse come simbolo di cambiamento.

Ricci con le veline, lui così si difende, ha voluto mettere in caricatura tutto ciò. Ci è riuscito meglio Renzo Arbore con le "ragazze Coccodé" di "Indietro tutta".

Fatto sta che il buon Ricci, il teorico della "tivù che è tutta falsa", ha dovuto censurare le chiappette delle sue ballerine come se fosse stato un ministro democristiano. E la colpa di chi è?

Qui sta il bello di tutta la faccenda. Il signore che è padre di Canale 5 e capo del governo, ha ospitato a casa propria, per non sentirsi solo, un po' di belle fanciulle. Alcune di loro si dichiarano "ragazze immagine" ed una (una soltanto) si professa escort. Che, come hanno spiegato le illustri firme di "Libero" e "Giornale", significa prostituta e persino puttana.

Ci scusi Ricci se elogiamo il velamento delle sue ballerine, un tempo offerte come "nudi dell'Inps" all'Italia maschile più povera e sedentaria, soltanto per invocare lo svelamento di quei retroscena e fondoschiena balenati dietro certe cene, con certe "ragazze immagine" ed una escort con registratore incorporato.

Retroscena che inquietano per due motivi. Primo, le ragazze-spettatrici in fase di maturazione intellettuale non sanno ancora distinguere fra satira e realtà. E' vero che tette al vento e chiappe agitate come strumenti di carriera possono fare poco danno. La Natura infatti provvede impietosamente a farle gareggiare anche senza lezioni televisive.
Rovinano però, quelle esibizioni, più le loro madri (od i loro padri) che istigano le fanciulle a percorrere certi androni o saloni pur di arrivare alla meta.

Blog.monroe

Hanno ragione le giornaliste e le intellettuali che chiedono di ribellarsi all'andazzo. Perché alla fine di quel salone  e di quell'androne ci sono immonde camere da letto con ricatti a scambio sessuale.
Ma succedeva anche al tempo di Marilyn Monroe... Che diceva: prima lo si fa e meglio è. Per cavarsi il pensiero.

Secondo motivo, non legato al ricatto sessuale che fa vittima la ragazza che abbia qualche pretesa di accedere a certi ambienti. Ma vincolato, almeno in queste vicende italiane offerte dal capo del governo, ad un sistema organizzativo "erga omnes". Ovvero indirizzato sia a chi governa a Roma sia a chi vi fa l'opposizione ed amministra certa periferia.

Su questo scandalo non bisogna cessare di cercare notizie.
La rabbia politica della destra per l'intervista ad una escort non qualsiasi, nasce tutta da quello scandalo. Sulla cui specularità è stato detto molto ieri sera a casa di Santoro, da parte di illustri scrittori di "Libero" e "Giornale".

Questo è vero giornalismo. Per cui non comprendiamo la rabbia di quegli scrittori  e dei loro colleghi ieri sera da Santoro e stamani quasi all'alba su "La7", contro le signorine utilizzate allo scopo di arrivare a certi affari mediante un viaggio lungo la notte di un presidente del Consiglio e di altri politici di diverso bandiera.

La serata del primo ottobre 2009, televisivamente parlando, deve passare alla Storia anche per un altro particolare.
Bruno Vespa ha avviato la sua trasmissione riproponendo ampie citazioni da quella di Santoro appena conclusa.
Ovvero il corto circuito. Che potrà continuare all'infinito. Ma soltanto per non fare capire che dietro l'offerta di quelle notti o di quelle dolci immagini femminili nel corso di una cena c'erano ben altri progetti. Ed interessi.

[02.10.2009, anno IV, post n. 282 (1002), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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