Esimio prof. Pera, ho letto con grande attenzione il suo intervento apparso sulla Stampa di stamani.Non entro nel merito delle tante questioni che lei solleva partendo dall'indimostrato assunto che l'Europa è «il vero nemico della Chiesa» di Roma.Mi soffermo soltanto sul passaggio in cui lei scrive che la stessa Chiesa «come tanti, i più, ritiene che l’omosessualità sia un disordine morale e una a-normalità, per ragioni culturali, genetiche, fisiologiche o che altro».Poche parole ma che contengono una serie di grandi e gravi questioni che però non si possono dibattere nel semplice luogo che è un blog.Mi scusi se sarò forzatamente sintetico.Anzitutto, un dogma religioso non ha bisogno della maggioranza democratica per avere valore. «Come tanti, i più», lei scrive usando un argomento che contrasta con lo spirito cristiano, con il Gesù venuto a combattere le opinioni prevalenti nel suo tempo. Questo dogma a cui lei accenna, riguarda il concetto di natura umana. Tutto ciò che, dall'epoca medievale in avanti (dal cosiddetto aristotelico-tomismo), si contrappone all'idea di perfezione intesa non come un dato risultante dai fatti ma come un principio dichiarato a prescindere da quei fatti, è condannato dalla Chiesa. Quindi nulla di nuovo se la stessa Chiesa, ufficialmente ferma all'aristotelico-tomismo, condanna la sodomia.Liberissima di farlo. Ma meraviglia che laicamente ci si sottometta al dogma senza discuterne il contenuto.La natura è perfetta?Sabato sera ho ascoltato padre Alex Zanotelli ospite di Fabio Fazio.Nel raccontare la sua esperienza pastorale svolta non tra le confortevoli stanze delle nostre case, ma tra baracche africane abbandonate nel fango, Zanotelli ha detto due cose sconvolgenti.Ha definito Dio come Padre e come Madre (immagine già usata da Giovanni Paolo I e censurata di recente da Benedetto XVI). Anzi come Papà e Mamma.Poi ha ipotizzato la drammatica sofferenza di questo Papà che non può applicare la sua misericordia a salvare dal dolore terreno le sue creature proprio perché rendendole libere ha tolto a se stesso il potere d'intervenire nella nostra vita fisica.Forse Zanotelli è un eretico. Mi auguro che nessuno pensi a trattarlo come tale, auspicandone una condanna al rogo.Un'ultima cosa. È apparso di recente un volume del filosofo Pietro Rossi, «L'identità dell'Europa» (il Mulino).L'autore scrive che del patrimonio culturale del nostro continente fanno parte, oltre alla democrazia liberale ed al libero mercato, anche altri tre elementi: «lo sforzo di estendere la giustizia sociale, la tolleranza reciproca delle fedi religiose, l'uso pubblico della ragione».Sono tre prìncipi di straordinaria importanza. Soprattutto l'ultimo, quell'uso pubblico della ragione, che concilia e riassume tutti gli altri. Ma esso si contrappone al dogma religioso da qualunque fede provenga. È questo uso pubblico della ragione che mi sembra sia da lei scambiato per l'atteggiamento che si pone quale «nemico» della Chiesa di Roma.Sarebbe interessante leggere una sua opinione su questi passi di Pietro Rossi.Antonio Montanari
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