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21 janvier 2010 4 21 /01 /janvier /2010 11:38
http://digilander.libero.it/antoniomontanari/tama.casta.jpgBisogna capirlo, Minzolini. Non è soltanto direttore del "TG1", ma si chiama pure Augusto. Se nel nome c'è il destino, allora siamo obbligati a toglierci il cappello. Se nelle parole che uno dice, occorre invece pescare il retrogusto, il cappello si tiene mestamente in mano come ai funerali. Egli si sente incaricato di una missione salvifica, dettare le istruzioni per l'uso della politica. Ha spiegato che Craxi, condannato per reati seri (con sentenze passate in giudicato), è stato vittima di una congiura politica. E che merita di essere ricordato come un grande della Storia.
Al pari di papa Woityla, secondo Minzolini, Craxi ha contribuito a mettere in crisi l'Urss. Occorre una certa dose di faccia tosta nell'avvicinare qualsiasi leader politico di qualsiasi Paese ad una figura come Giovanni Paolo II. Basta un minimo di mancanza di pudore per credere che un capo del governo italiano così coinvolto in quelle situazioni giudiziarie possa vedersi ripulito il certificato penale grazie all'azione svolta per far cadere l'Urss.
Minzolini, il "dettatore" delle istruzioni per l'uso, deve dirci che, se oggi un certo signore (seduto sulla stessa poltrona che fu della buonanima di Craxi), si trova ad affrontare certi problemi giudiziari, non è colpa del suo libero arbitrio ma di un destino cinico e baro. Dunque occorre risalire all'era del garofano per scoprire le cause dell'accanimento della magistratura contro Berlusconi (tessera P2 n. 625).
Dopo di lui, ha detto al "Corrierone" Cicchitto (tessera P2 n. 2232), toccherà a Bersani finire sott'odio. Per colpa di Franceschini, "uno dei suoi rivali interni più accesi". La distinzione fra Bersani e Franceschini, spiega, nasce dalla lezione di Togliatti. Quello che non mosse un dito per gli antifascisti uccisi a Mosca come spie.
Il presidente della Camera Fini "in partibus infidelium", una libreria Coop della "rossa Bologna", ha proclamato il dialogo, al posto del muro delle contrapposizioni. Egli diffonde queste idee per differenziarsi dal gemello Berlusconi, che usa tutt'altri toni. Quali tempi preveda Fini per defenestrare Berlusconi, non sappiamo. Rischia di finire schiacciato dal peso che s'è messo sulle spalle, per compiere pure lui la sua missione. Intanto predica la necessità di guardare avanti, e non nello specchietto retrovisore della storia. Dove però ci sono pure gli specchietti per le allodole. Che sinora hanno funzionato a meraviglia. [979]
http://digilander.libero.it/antoniomontanari/tama.casta.jpg"il Ponte", 24.01.2010

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Published by antonio montanari - dans il Ponte Rimini
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