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25 février 2010 4 25 /02 /février /2010 15:48
Dopo l'esercito del surf, quello del bene. Per fermare la sinistra che apre le porte ai "barbari", cioè agli stranieri

Esercito_bene


Le parole nascondono sempre un seconda realtà, diversa da quella che raccontano in superficie. È una vecchia regola che naviga tra l'indagine linguistica e la questione psichiatrica.
Ci sono infatti ossessioni verbali che non possiamo definire abusi linguistici. Dei quali a nessuno cale. Ma che suggeriscono di intercettare le cause nascoste da cui tali ossessioni derivano.

È tipico, ad esempio, il caso di soggetti affetti da determinate patologie autolesionistiche che accompagnano i gesti con la ripetizione insensata dello stesso termine. Nel quale però si nasconde il segreto della vicenda e della sofferenza di quella persona.

Ieri il capo di un partito, di cui non possiamo fare il nome (altrimenti saremmo costretti a pubblicare le diffide del ‘proprietario’ del marchio, come già accaduto), ha tenuto a battesimo i "promotori della libertà".

Promotore è termine tipico delle attività produttive, mentre sappiamo che la vita sociale, di cui dovrebbe occuparsi la politica, è caratterizzata da complessi settori che non procurano alcun guadagno ma richiedono soltanto spese. Parliamo di scuole, ospedali, forze dell'ordine, magistratura. Ai quali sono destinate le imposte e le tasse che pagano i cittadini, in “cambio” dei servizi che ricevono.

Molta cultura politica attuale ritiene che i cittadini possano dallo Stato richiedere le prestazioni, senza dover sottostare al peso di imposte e tasse secondo le proprie possibilità.

E questa è già una bella anomalia che rientra pure nel campo psichiatrico riguardante i leader politici, e non soltanto nel settore strettamente propagandistico di chi, dalla vetta di un qualsiasi partito, crede di poter contrabbandare opinioni senza fondamento quali invece verità di fede.

E qui, proprio con l'accenno alle verità di fede (che richiedono un'accettazione non razionale ma sentimentale), troviamo una chiarificazione del progetto dei "promotori della libertà", ovvero il definirsi l'esercito del bene che deve scontrarsi con l'esercito del male.

Ovviamente, l'esercito del male è impersonato dalla sinistra che l'esercito del bene deve annientare, dando grande prova di accettazione delle regole del dibattito politico in una società democratica. Quella sinistra che "vuole l'invasione degli stranieri". Ovvero, come dicevano gli antichi, dei barbari. ma oggi si capisce fischi per fiaschi, leghisticamente parlando.

Lo scontro tra i due eserciti, ecco la novità illuminante, sarà affidato a quanto pare ad una gentile signora che già in passato ha ricoperto ruoli di primo piano alla corte del capo politico il quale ha parlato dei "promotori della libertà".

BrambillaQuesta signora non è nuova ad imprese del genere. Gli amici del capo le attribuirono qualche fallimento quale promotrice dei "circoli della libertà", per cui ci parve meritare la storpiatura del nome da Michela Vittoria in Michela Sconfitta. Nata per rivoluzionare l'Italia con i suoi "Circoli" pagati dal cavaliere, appariva una Marianna spodestata da signori calvi ed ormai con la pace dei sensi, che governavano il partito che aveva vinto le elezioni.

Le auguriamo miglior fortuna ora, mentre ci domandiamo: essendo adesso la signora una ministra della Repubblica, ne soffriranno o ne trarranno vantaggi i pubblici affari, con un nuovo suo impegno per le questioni private del suo capo?

Il caso è talmente complesso, che cerchiamo lumi in parole della prof. Franca D'Agostini, docente di Filosofia della scienza, intervistata oggi da Leopoldo Fabiani su "Repubblica".
Trattando del "discorso pubblico" spesso inquinato da molti cattivi argomenti, la prof. D'Agostini spiega che la democrazia in Italia è sottoposta ad una sorta di "totalitarismo della comunicazione".
Per cui il discorso politico risulta "vero" non rispetto alla realtà, ma alla mescolanza di vero e falso che è "il finto", cioè una "realtà seconda", che è "costruita per gli scopi più diversi".

Un altro docente universitario, il prof. Michele Ainis, ieri ha scritto un pericoloso saggio sovversivo ("La repubblica dei corrotti"), apparso come fondo in un quotidiano ("La Stampa") che dev'essere molto estremista, se presenta un passo come questo: in Italia "i furbi trovano sempre una scialuppa normativa che li conduce in salvo, mentre l'onesto annega".

Il dilemma è: per l'onesto che "annega", dobbiamo chiamare la Protezione civile, o il ministero del Turismo, dove naviga la promotrice della libertà con il suo esercito del bene?

[25.02.2010, anno V, post n. 57 (1148), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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