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15 avril 2010 4 15 /04 /avril /2010 16:41

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Famoso, geniale, elegante fu il suo personaggio. Niente di costruito, nessuna posa, un artista sincero. Non andò mai sopra le righe, nella vita. Lo ricordiamo così Carlo Alberto Rossi, un riminese vincente nel mondo, senza quei tratti che rendono antipatica la descrizione della "riminesità". E che trasformano la caricatura felliniana (amara e persino perfida nelle sue pennellate che vanno dall'etica quotidiana alla politica) in una specie di ridicola etichetta.
Viene in mente per analogia un altro musicista riminese, quell'Alberto Semprini (1908-1990) che però aveva avuto la fortuna di nascere a Londra per scelta del padre che inseguiva l'amore inglese. E lo stile d'Oltremanica, Semprini lo esibì sempre con una naturalezza d'altri tempi su ogni palcoscenico.
La stessa naturalezza che caratterizzò Carlo Alberto Rossi, uno che ha fatto cantare l'Italia, quell'Italia "allegra" prima del '68, per rubare il sottotitolo ad un libro ("Adulti con riserva") che Edmondo Berselli licenziò alle stampe nell'ottobre 2007. Anche Berselli ci ha lasciato in questi giorni. C'è una canzone di C. A. Rossi che ha come titolo "E se domani". Fu una canzone simbolo di Mina, l'artista che "per le note tirate a piena gola piaceva moltissimo ai commendatori e ai rappresentanti di commercio", scrisse Berselli.
Anche Berselli è stato un maestro della misura, del non andare mai sopra le righe (nella vita e nella scrittura), in quest'Italia molto provinciale più oggi che un tempo. Dove chi urla non è un urlatore come i cantanti d'una volta, ma un prepotente che pretende di aver ragione soltanto perché dà sulla voce ai suoi interlocutori. Le "Mille bolle blu" di C. A. Rossi sono state soppiantate dai palloni gonfiati. Di tutti i colori. C'è poco da stare allegri. Per questo rimpiangiamo la musica di C. A. Rossi, e non soltanto perché era un riminese discreto.

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Published by antonio montanari - dans Rimini
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